«La Sant’Anna di Luini? È un disegno di Leonardo»

U na nuova opera del Genio, Leonardo Da Vinci: è stata presentata proprio ieri al Circolo della Stampa la tesi di Ernesto Solari, uno studioso esperto di Leonardo. Egli sostiene che il cartone che riprende il volto della Sant’Anna del Vinciano, finora attribuito al Luini, sia, invece, proprio di Leonardo. Non solo, Solari dice addirittura che quello in questione sarebbe l’unico studio certo della Sant’Anna del Louvre, vista l’innegabile somiglianza, che invece non hanno gli unici due altri studi esistenti e fino ad oggi conosciuti.
L’opera apparteneva alla collezione dello storico settecentesco Padre Luigi Lanzi, ed è realizzato a carbone su carta di fine ’400-inizi ’500. Questa carta era spesso utilizzata da Leonardo, ed effettivamente il disegno rivela una morbidezza molto vicina alle opere del Maestro e, in particolare al dipinto originale della Sant’Anna del Viciniano, ora al Louvre. Il disegno, appartenuto alla collezione del famoso storico settecentesco Padre Luigi Lanzi, realizzato a carbone, su tipica carta di fine 400 e inizi 500, utilizzata più volte da Leonardo, raggiunge una grande somiglianza espressiva col dipinto originale del Louvre, rivelando una morbidezza molto vicina alle opere del Maestro e del più valido e attivo dei suoi allievi, Bernardino Luini. Lo stesso Lanzi sembra confermare questa tesi. Sappiamo d'altronde che il Luini era venuto in possesso di uno studio di Leonardo per la Sant'Anna. Ora, sulla base degli ultimi studi, emerge che il disegno di Venezia, relativo allo studio della Sant'Anna, e quello in oggetto, avrebbero potuto essere in possesso entrambi del Luini, ma essere stati realizzati da mani diverse. Il primo potrebbe essere stato ripreso dal secondo grazie allo spolvero. Questi studi avrebbero potuto provenire entrambi dall'Accademia di Leonardo prima di essere poi acquisiti dal Luini nel 1520; in alternativa, il cartone esaminato da Solari, dopo essere stato portato in Francia dal Maestro, potrebbe essere stato copiato da Cesare da Sesto, o da altro allievo, dopo che Luini lo aveva acquistato.