Sant’Olcese va in pezzi, il Comune sta a guardare

Tovo (Udc): «Se ne occupino Protezione civile e Regione» Mobilitato anche il parroco

Roberta Bottino

Crepe, calcinacci che cadono dai muri, strade che sprofondano e la paura cresce tra gli abitanti di Sant’Olcese. «È un problema complesso che va avanti da più di 20 anni - spiega Massimiliano Tovo, consigliere comunale dell’Udc -. Infatti già nel 1981 il consiglio regionale della Liguria deliberava che il territorio di Sant’Olcese era da consolidare. La frazione Chiesa, via Colletta e via Fasceto, è stata dichiarata a rischio frane». Il 4 dicembre del 2003 una squadra di Vigili del Fuoco redigeva un verbale d’intervento constatando «la presenza di segni tipici di un movimento franoso con fessurazioni in muri, terreni ed edifici». Trascorse un anno, e il 24 marzo del 2004 un secondo sopralluogo dei Vigili del Fuoco non servì a rassicurare i cittadini di Sant’Olcese.
Anche don Giulio Ravera, parroco del paese, è preoccupato e osserva con ansia i sensori dislocati sui muri e sul soffitto della Chiesa. «I problemi sono scoppiati in questi ultimi anni con la perizia dei Vigili del Fuoco, che ha riscontrato una serie di lesioni, che hanno indotto la Parrocchia e la Curia a studiare il problema per poi intervenire. La ditta che deve valutare i movimenti del terreno ha messo questi sensori dopo che i Vigili del Fuoco picchiettarono sulle pareti della Chiesa. È evidente che questa situazione sta suscitando in noi una certa preoccupazione». Intanto nel cortile fuori dalla Chiesa sono iniziati i lavori di carotaggio per monitorare la situazione. «Siamo nella fase di diagnosi - continua don Giulio -, poi ci sarà la terapia in base a quello che i tecnici troveranno».
Muri crepati e calcinacci che si staccano dalle pareti di molte abitazioni della zona. «Abbiamo messo artigianalmente dei vetrini sui muri - dice un abitante - per monitorare i cedimenti e per vedere se si aprono nuove crepe». Il bel paesino di Sant’Olcese, famoso per il buon salame, purtroppo oggi è conosciuto anche per questo increscioso e allarmante problema.
Giorno dopo giorno pare che la valle voglia inghiottire il paese e lo testimonia via Colletta. Una strada dissestata, costeggiata da mille transenne e tutta un buco. «Il tratto iniziale della via sta sprofondando a causa del peso di un muraglione enorme e a causa dell’erosione sotterranea della terra che fa muovere il muro - spiega un residente -. La mia casa ha subito gravissime lesioni ma attualmente il pericolo maggiore è legato allo sprofondamento della strada. È sufficiente osservare in che modo s’inclina un’automobile mentre passa su quell’asfalto». Immagini da terzo mondo e il Comune di Sant’Olcese sembra non intervenire in modo decisivo. Solo i Comitati della zona si stano impegnando affinchè il problema venga arginato. «Due anni fa - dice la segretaria del Comitato Costa Monti -, sono stati fatti dei lavori di drenaggio perché si temeva che l’eccessiva presenza di acqua facesse scendere il terreno. In seguito gli abitanti hanno riscontrato l’allargamento delle crepe nelle case, il che vuol dire che probabilmente quest’azione non è stata fermata anzi velocizzata». Il presidente del Comitato Giovanni Brighi continua la sua battaglia affinché le autorità competenti ascoltino i cittadini. «La nostra azione fonda la propria ragione - dice -, sia sull’evidenza dei danni che il dissesto che si è instaurato sta già preannunciando, sia sulla preoccupante rilevanza che l’abbandono fondiario sta assumendo sulla progressione del dissesto stesso, sia nella difficoltà a trovare ascolto e dialogo con le Amministrazioni che sono incaricate della salvaguardia del territorio».
Il consigliere dell’Udc Massimiliano Tovo fa pressione sul Comune di Sant’Olcese affinchè si faccia interprete delle richieste e delle esigenze degli abitanti coinvolgendo la Provincia, la Regione e la Protezione civile. La richiesta di aiuto arriva forte e chiara dal paesino «precario» di Sant’Olcese, l’importante è che qualcuno l’ascolti.