Santa, attacco al sindaco: «Non difende l’ospedale»

Interrogativi pesanti sulle «magnifiche sorti e progressive» dell'ospedale di Santa Margherita Ligure e sul silenzio dell'amministrazione. Circolano. E terranno banco oggi alle 10.30, all'Auditorium di via della Vittoria, nell'incontro promosso dal movimento civico Gente per Santa. Quesito che cresce proporzionalmente alla costruzione del nuovo nosocomio rapallese di San Pietro di Novella, peraltro già a tetto e con previsione di apertura nel 2009. Centosessanta posti letto, pronto soccorso, dipartimenti di medicina e chirurgia, riabilitazione cardiologica, radiologia, dialisi, day hospital e day surgery. Il top. «Alla conclusione dell'opera si porrà un problema reale per Santa e Portofino - incalza Roberto De Marchi, coordinatore del movimento -. Ci chiediamo che fine farà il nostro ospedale e quali servizi verranno garantiti a residenti e ospiti senza doverli costringere ai trasferimenti di cui si lamentavano i rapallesi». L'urgenza è sentirsi garantiti, è capire se «la nostra imponente struttura cresciuta nel centro storico manterrà servizi specialistici e di base, day hospital medici e specialistici, fisioterapia e rieducazione funzionale. Oppure se chiuderà i battenti. E stranamente non se ne parla da tempo, nessuno è sceso in piazza a difendere il nostro ospedale».
Niente amministratori che si stracciano le vesti o picchettano e la città s'allarma. Poi l'affondo pesantissimo: «Il rischio è che si dia il via al mercato delle vacche e si scambi qualche posizione personale, magari è in gioco un primariato». De Marchi mette in fila vizi, virtù e veleni che scorrono in piazza e gioca d'anticipo su future obiezioni: «Temiamo che inizi l'opera di depauperamento della struttura, un modo per l'Asl 4 di giustificarne l'eventuale chiusura». Mica finita qua, il coordinatore promette battaglia in Regione, all'Asl4 e in Comune. Ma il sindaco Claudio Marsano stoppa, che c'è un piano sanitario regionale cui bisogna attenersi e un proprietario dell'ospedale che è l'Asl4. Ma assicura: «A Santa è prevista una piastra ambulatoriale completa per tutte le specialità, oltre a radiologia ed esami del sangue e sarà garantito anche il primo intervento. Che sono poi i servizi che coprono i bisogni primari della gente». Sulle sorti della restante parte d'ospedale se ne dovrà parlare in un consesso allargato: «Mica posso salire sulle barricate, l'ASL non mi ha ancora contattato, ma la decisione avverrà in accordo con la conferenza dei sindaci. È chiaro che non ci sarà la sala operatoria, ma spingerò per mantenere il reparto cure intermedie, peraltro già attivo nel nostro ospedale».