Santa Cecilia, alta qualità per combattere la crisi

Nel 2010 ricorrono duecento anni dalla nascita sia di Frederic Chopin che di Robert Schumann. Come dimenticarli? Ma non sarebbe altrettanto giusto domandarsi perché doverli necessariamente ricordare, trattandosi di musicisti entrati a pieno titolo nel consueto repertorio concertistico mondiale? Ma forse si tratta di semplici pretesti celebrativi che in realtà avallano decisioni assunte per altre ragioni. Altrimenti non sapremmo giustificare il fatto che, sempre nella medesima stagione di concerti 2009-2010 dell’Accademia di Santa Cecilia, ci sia molta musica di Franz Liszt e Gustav Mahler, avviando anzitempo le celebrazioni anniversarie che cadranno nel 2011: duecento anni dalla nascita di Franz Liszt (Michele Campanella avvia un’integrale pianistica del compositore. Verrà mai il giorno in cui a Santa Cecilia si accorgeranno che c’è in circolazione uno strepitoso pianista lisztiano che si chiama Giovanni Bellucci e che suona in tutto il mondo fuorché nella sua città natale, e che incide dischi su dischi, quanto non è mai capitato di incidere a Campanella?); e cento anni dalla morte di Mahler, per il quale davvero non c’è ragione di insistere sulla sua musica, essendo presente ormai dappertutto.
Presentando la prossima stagione, il sovrintendente Bruno Cagli - come non farlo? - ha messo il dito nella piaga della riduzione drastica dei finanziamenti del Fus (fondo unico per lo spettacolo), compensata - fortunatamente per l'Accademia - dall'accresciuto apporto finanziario e di sponsorizzazione dei privati, senza il quale la programmazione avrebbe subito una drastica riduzione.
Terminate le doglianze, si parte con il bollettino di vittoria, ancor prima che la sfida cominci. E lo fa, baldanzoso, il direttore musicale dell’orchestra Antonio Pappano, la cui presenza a Roma s’è fatta motrice dell’accresciuta qualità dell’orchestra; catalizzatrice di richieste di continui concerti in giro per il mondo (a cominciare dall’autunno, tournèe in Europa: Lucerna, Vienna, Francoforte, Bratislava; e Italia: Napoli, Siena Verona, Torino, Milano), e di dischi proprio quando la crisi non risparmia la già debole industria discografica classica.
Nella prossima stagione un rinnovamento c’è e si nota soprattutto nelle presenze di rinomati direttori nella stagione sinfonica, oltre Pappano, cui spetta l’inaugurazione, il 24 ottobre 2009, all’indomani della conclusione della Festa del Cinema, con la Missa Solemnis di Beethoven. A tal proposito Pappano ha detto che «l’orchestra è ormai matura per mettere nel suo repertorio le grandi “cattedrali” della musica, come la Messa beethoveniana. In nome di questa maturità ormai riconosciuta , all’estero invitano l’orchestra, anche senza solisti di grido». La stagione la chiuderà Georges Pretre ai primi di giugno 2010, con le Sinfonie 3 e 4 di Johannes Brahms. Molti i programmi in cui è impegnato Pappano, particolarmente atteso quello di inizio gennaio, quando presenterà una nuova composizione del grande musicista Hans Werner Henze, commissionata dall’Accademia, nella quale si esibirà anche come pianista (la composizione su testo del poeta Werfel, prevede l’orchestra, due voci soliste, ma anche la presenza di un pianoforte concertante. E Pappano dirigerà e suonerà il pianoforte). Accanto a Pappano, dicevamo, uno stuolo di noti direttori: Yuri Temirkanov per il Requiem di Mozart in aprile, Gennadi Rozhdestvensky (23-26 gennaio) per Schumann e Ciaikovskij, Kurt Masur e subito dopo James Conlon (solista Stefano Bollani) ambedue in febbraio; il gradito ritorno, dopo molti anni, di Michael Tilson Thomas, stabile a San Francisco, a novembre; e poi Kent Nagano, Christoph Eschenbach. A fine marzo, Claudio Abbado verrà a Roma con la sua Orchestra Mozart: ma nella stagione ceciliana sfilerà anche una nuova e più giovane generazione di direttori da Mikko Franck a Tugan Sokhiev, a Kristian Jarvi, ultimo rampollo di casa Jarvi, a Vladimir Jurovski, ad Andrey Boreyko, a Wayne Marshall. E ci sarà anche la più recente scoperta di Claudio Abbado in Venezuela, Diego Matheuz, ancora giovanissimo, e poi il cinese Tan Dun che presenterà la sua Internet Symphony commissionatagli per il debutto su You Tube.
Molte le star ospiti della stagione cameristica che si aprirà con l’oratorio di Alessandro Scarlatti, La Santissima Annunziata, il 28 ottobre, diretto da Fabio Biondi. Solo alcuni nomi in rapida successione: Viktoria Mullova, Maurizio Pollini, Gidon Kremer, Salvatore Accardo, Radu Lupu, Krystian Zimerman (tutto Chopin), Martha Argerich, Rinaldo Alessandrini e il suo Concerto Italiano. Pappano accompagnerà al pianoforte due celebri cantanti: Nina Stemme e Jan Bostridge. Una sola anticipazione sul «Festival del belcanto», che si terrà a settembre; verrà presentato, per la prima a volta a Roma, Il viaggio a Reims di Rossini.