A Santa è già guerra sugli appartamenti nell’ex Otam

Delusione al consiglio comunale di Santa Margherita: l'attesa discussione sul restyling portuale contestato da Renzo Piano scala a giovedì dopo quattro ore di animato dibattito sugli altri punti all'ordine del giorno. A tenere banco sono state le accuse e le battute al vetriolo sull'Area industriale dismessa di proprietà dei cantieri Otam, in procinto di una variazione urbanistica che dovrebbe convertirla a zona residenziale su richiesta di soggetti privati disposti a varare un'operazione di edilizia convenzionata. Prezzi concordati e orientamento ai residenti non proprietari di immobili, in teoria. «In pratica l'area è parte integrante del Porto, anzi: l'unica area di supporto al molo presente in città - tuona il capogruppo di Borgo di Mare Alessandro De Giovanni -. Ma se si sceglie di variarne la destinazione d'uso per promuovere la residenzialità, perché l'amministrazione non l’acquista direttamente?». «Il filo rosso di questa Giunta? La speculazione edilizia, e questa operazione lo dimostra - rincara Mauro Ravera, paventando un regime di costi superiore ai 300.000 euro per appartamento escludendo i box pertinenziali -. Una cifra fuori portata per quelle fasce di popolazione a cui l'immobile dovrebbe essere destinato». Il sindaco Claudio Marsano si appella al patto di stabilità «che rende impossibile l'acquisto dell'area», mentre il suo vice Gianni Costa rinuncia ad ogni diplomazia: «Saranno introdotti paletti ben precisi, come il divieto di vendita degli immobili acquistati prima che siano decorsi quindici anni, forse venti. Una nuova area artigianale sarebbe fuori mercato, e il quadro economico presentatoci dai privati che hanno richiesto la convenzione non era redatto in maniera adeguata. Chi oggi parla di numeri fa solo terrorismo. Se subodorassi una speculazione edilizia sarei il primo a dimettermi e ad adoperarmi per far cadere questa giunta».