Santa, mare proibito almeno fino a sabato

Il divieto a Santa Margherita c'è ancora, ma da sabato forse si potrà tornare a fare i bagni. Secondo alcuni dati non ufficiali, la concentrazione del pericoloso batterio escherichiacoli, si sarebbe quasi azzerato. Invece, la scorsa settimana le analisi dell'Arpal avevano riscontrato un valore fino a tre volte superiore alla norma. Bisognerà aspettare le conferme dei prelievi, che saranno effettuati oggi dall'Arpal, unico ente autorizzato in grado di stabilire con certezza il livello dell'inquinamento. Ieri pomeriggio in consiglio provinciale il problema, è stato sollevato dal consigliere «rapallino» Massimo Pernigotti, che ha presentato un'interrogazione in tal senso. L'assessore Paolo Perfigli ha annunciato di aver organizzato nei giorni scorsi un vertice con i rappresentanti di Idrotigullio, Arpal e dei comuni interessati, Rapallo compreso. Inoltre, nei prossimi giorni saranno realizzati controlli a tappeto non soltanto a Rapallo e Chiavari, ma anche un maggior numero di analisi nel resto del levante.
«La Provincia - ha spiegato Perfigli - si è attivata subito per individuare le cause dell'improvviso inquinamento. Saranno organizzate nuclei di esperti, che andranno alla ricerca di scarichi abusivi. Le ipotesi sulla fonte dell'inquinamento, tuttavia, sono molte. Il batterio nocivo può arrivare dal mare per il gioco delle correnti, oppure da uno dei quattro torrenti che sfociano sui litorali di Rapallo e di Santa Margherita. Per quanto riguarda le differenti valutazioni sull'inquinamento marino del Tigullio, prodotte da Arpal e da idrotigullio, non c'è da stupirsi. Si tratta di analisi su campioni prelevati in giorni e siti differenti. Quelli che contano sono quelli dell'Arpal». Il consigliere Pernigotti ha manifestato apprezzamento per l'iniziativa dell'assessore Perfigli: «Occorre però verificare, come ulteriore possibile fonte di inquinamento, anche le tombinature delle strade e indagare su eventuali furbetti che possono aver scaricato nei torrenti o in mare, approfittando delle piene dei torrenti e delle piogge dei giorni scorsi». Ieri c'è poi stato un acceso battibecco tra Pernigotti e il consigliere Pd Simone Pedroni, che lo ha accusato di far spendere all'ente provinciale circa 250mila euro a legislatura, perché non è confluito con il Pdl, come Sandro Biasotti. Pernigotti si è difeso, spiegando che è stato votato con quella lista, nel suo collegio, costa la metà ovvero ha in più una segretaria rispetto al resto dei consiglieri. Il presidente Repetto ha difeso il capogruppo arancione, dichiarando che anche i monogruppi aiutano la doverosa espressione della democrazia a livello locale.