Santa Margherita, quindici volti nuovi per cambiare

«Primi a presentare il programma (che poi ci hanno scopiazzato) e ultimi a presentare la lista». Ironico Gianni Costa, candidato sindaco a Santa Margherita Ligure per PdL e Lega Nord, che, concreto da non lasciare margini, si fa forte di quei simboli che «finalmente dopo 15 anni compaiono qui a sostenere il candidato del centro destra». È in mezzo alla sua squadra: tante donne come la combattiva Patrizia Lupino, Francesca Cortese, Valeria Ghizolfi, Stefania Zampatti, Patrizia Fabbro; professionisti del calibro di Giacomo Gardella, Federico Messuti (in quota alla Lega), Francesco Ballerino, Raffaele Pace e Alessandro Pizzi. Poi i giovani per puntare al «ricambio generazionale di una classe dirigente che ha bisogno di serietà e volti nuovi». Ecco Michele Mancini, Francesco Turchi, Andrea Rocca, Edoardo Tonani e Davide Orecchia. Per una città che si senta rappresentata tutta, con quella giusta dose d'esperienza e capacità che marcia su gambe e testa dei quattro ex consiglieri Stefano Solari, il capolista Piergiorgio Benvenuto, Pietro Chiarelli e Giovanni Battista Zerega. Oltre allo stesso Costa e all'ex consigliere provinciale Augusto Sartori, già capogruppo di AN a Santa negli anni '90.
Una lista «progressista e liberale - ribadisce Costa - l'unica che rappresenta centro destra e Lega. Qualche candidato ha voluto sottolineare che è di Forza Italia, che però non esiste più». Arzigogoli per sfumare contorni nettamente marcati e giocare d'ambiguo, con Costa che inchioda la «lista di Marsano, guarda un po’, mascherata da lista civica, anche se rappresenta il Partito Democratico, considerato che tra le fila dei fiancheggiatori 13 su 14 sono Pd». Nostro interlocutore diretto è il Governo, soprattutto il Ministero del Turismo, rappresentato dall'on. Brambilla che con Sandro Bondi contiamo di avere ospiti a Santa».
Un'opportunità in più per far tornare la città all'eccellenza, «reperendo anche fondi europei. Ed è un'ipotesi concreta perché guardando all'imperiese i risultati ci sono stati». Poi la virata in corner sugli avversari noti dell'agone: «Ho giocato per trent'anni a calcio e gioco fino al novantacinquesimo, non ci sono tempi supplementari». La novità rispetto alle altre liste?: «Non tanto il simbolo dei partiti, ma tutti questi volti nuovi, teste nuove, che vogliono cambiare la città».