Santa Maria alla Fontana Il miracolo di un restauro pagato solo dai «poveri»

Per i 500 anni dalla fondazione, terminata la prima parte dei lavori di recupero della chiesa: 600mila euro sborsati dai fedeli, senza sponsor

«Mia madre mi diceva sempre che le cose della Chiesa si fanno con il parere dei ricchi e i soldi dei poveri e quello che è avvenuto qui in questi ultimi anni non fa certo eccezione». Don Roberto Viganò è un parroco dotato di un grande pragmatismo e di un entusiasmo contagioso. Ci illustra con orgoglio e passione i risultati della prima importante tranche di restauro del cinquecentesco santuario di Santa Maria alla Fontana: i 610mila euro spesi per l'intervento, tutti raccolti tra i fedeli, senza la partecipazione di sponsor privati o pubblici e senza contributi della curia, hanno appena riportato all'antico splendore questo gioiello dell'architettura lombarda sconosciuto ai più.
«Oggi diamo il via alle celebrazioni dei cinquecento anni di fondazione del santuario con l'apertura della mostra curata dal professor Alessandro Rovetta. E poi dibattiti, concerti, funzioni solenni e numerose altre iniziative culturali e religiose si susseguiranno sino al 29 settembre dell'anno prossimo. Domenica 30 la Santa Messa delle dieci e mezza sarà presieduta dall'Arcivescovo di Milano, Cardinale Dionigi Tettamanzi. Il nostro obiettivo è di far conoscere questo, che è uno dei più antichi luoghi di culto della nostra città, sia ai fedeli che ai non credenti. Ai primi ci rivolgiamo per rinsaldare e rinnovare la devozione mariana e ai secondi per presentare un patrimonio architettonico antichissimo e di grande valore storico e artistico», prosegue il dinamico parroco innamorato della sua missione come delle cose belle e non effimere.
Situato fuori dalle antiche mura di Milano, in quello che oggi è il quartiere Isola, il complesso è distante dal centro cittadino, ma non per questo difetta di fascino e pregio. Raffinati elementi architettonici quali portici, capitelli, colonne, bassorilievi, archi, volte e affreschi di straordinaria bellezza si susseguono in tutti gli spazi interni ed esterni, sia nei chiostri che nella chiesa. La qualità dell'insieme e la finezza dei particolari rendono suggestiva, ma non infondata, l'ipotesi che possa essere stato addirittura Leonardo da Vinci l'architetto che, intorno al 1506, progettò il santuario. Comunque sia vi è una lapide che testimonia la posa della prima pietra, il 29 settembre 1507.
Dal punto di vista del culto, tutto ebbe origine qualche anno prima quando si verificò una guarigione miracolosa grazie all'acqua della fonte che ancora oggi scorga al centro del santuario. Il miracolato fu Carlo II d'Amboise, nominato governatore di Milano da Luigi XII che, ammalatosi, si recò a pregare in quel sito offrendo come ex voto alla Madonna, in caso di guarigione, la costruzione di un adeguato santuario. Carlo guarì e mantenne la promessa. Ebbe così inizio un fenomeno di devozione di massa alla Santissima Vergine simile a quello che si sarebbe verificato 350 anni più tardi anche a Lourdes.
«Abbiamo impiegato oltre sei anni per raccogliere i fondi necessari alla prima parte del restauro, ma servono altri 800mila euro per completarlo. Grazie al cielo i nostri parrocchiani sono molto generosi, ma la zona non è ricca per cui temo che la raccolta richieda tempi eccessivamente lunghi. Il mio sogno è che qualche ente si appassioni al nostro progetto a tal punto da riuscire a ribaltare il detto di mia madre», conclude don Roberto. Sarebbe l'ennesimo miracolo di Santa Maria della Fontana.