«Santa Maria della Pietà, il dietro-front di Marrazzo»

Senatore Cesare Cursi, vice presidente della Commissione Igiene e Salute del Senato, la Regione Lazio ha approvato venerdì una delibera che prevede la cessione di alcuni padiglioni dell’ex manicomio Santa Maria della Pietà all’Università La Sapienza. Le sembra una soluzione convincente?
«Francamente sono sbigottito. Non tanto per l’oggetto della delibera, che prevede di usare otto padiglioni oggi inutilizzati per future aule universitarie e per la Casa dello Studente. Lo stupore nasce dalla propaganda fatta dall’attuale maggioranza di fronte alla paventata cessione di parte del patrimonio Asl a istituti previdenziali, prospettata al tempo dell’esecutivo regionale di centro-destra. Nel 2005, il suo primo anno, Marrazzo cancellò i programmi di alienazione in favore dell’Inail di alcuni ospedali e cedette all’Università proprio il Santa Maria della Pietà, annullando così 600 milioni di entrate che avrebbero alleggerito il debito regionale».
A cosa imputa il dietro-front di Marrazzo?
«Difficile dare una risposta su un esecutivo che ancora non ha spiegato come diminuirà la spesa sanitaria».
Ma il Lazio è fuori dall’emergenza sanitaria?
«Assolutamente no. L’unico dato certo è l’infondatezza dell’eredità di 10 miliardi di debito dichiarata dalla Regione alla vigilia del decreto sul ripianamento del febbraio 2007. Il Lazio registra un forte disavanzo, che nel 2006 è stato di 1.700 milioni e che nel 2007 si attesterà sui 1.300 milioni. Nel 2005 Marrazzo ha abolito il ticket sulle ricette, elevato le tariffe per le cliniche private, finalizzato a nuove spese tutti gli importi derivanti dall’aumento del fondo sanitario nazionale. Ora è arrivato il momento di indicare i rimedi strutturali».
La delibera sul Santa Maria della Pietà può essere un passo avanti per il risanamento dei conti?
«È certo un segnale di attenzione sul percorso tracciato dalla precedente giunta. Anche qui però c’è qualcosa che mi lascia perplesso: la delibera prevede, oltre all’incasso di 44 milioni per la vendita degli 8 padiglioni, anche lo stanziamento da parte della giunta di 40 milioni per lo sblocco retributivo dei fondi per medici, tecnici ed infermieri. Una strana assonanza tra importi e tempi».
In parole povere, vendita di immobili per pagare i dipendenti della sanità?
«Sarebbe tecnicamente impossibile oltreché vietato dalla legge di bilancio. Verificheremo. Piuttosto sarà da valutare con attenzione la parte della delibera in cui si cede in “comodato d’uso al Comune”, cioè gratis, il padiglione ex-Lavanderia, facente parte del S. Maria della Pietà, per non meglio precisate attività socio-culturali».
A che punto è la verifica dei conti dopo la diffida spedita a Marrazzo da Prodi?
«Venerdì è in programma una riunione tecnica fra i Ministeri della Salute e dell’Economia per verificare se gli impegni assunti da Marrazzo siano compatibili con le finanze della Regione. Dubitiamo che possano esserlo».