La santa messa dell'Immacolata al neo cardinale Renato Corti

Elena Gaiardoni

«La modalità con la quale vivi la tua esistenza di offerta a Dio è sotto gli occhi di tutti». Con queste parole il cardinale Angelo Scola ha salutato ieri in Duomo il neocardinale Renato Corti. Nato a Galbiate, in provincia di Lecco e arcidiocesi di Milano, il primo marzo 1936, Renato Corti è stato chiamato a predicare gli esercizi alla Curia nel 2005 da San Giovanni Poalo II, mentre l'anno scorso papa Francesco gli ha affidato le meditazioni della Via Crucis al Colosseo.

Ora torna nella chiesa ambrosiana e proprio ieri ha presieduto in cattedrale la messa dedicata all'Immacolata Concezione, un momento molto importante per la città di Milano visto che ha un Duomo dedicato a «Maria Nascente» e molti turisti in città in questi giorni non dimenticano che si viene qui «per vedere la Madonnina».

«Papa Francesco, eleggendoti a cardinale ha riconosciuto questo tuo volto benefico per tutta la nostra Chiesa» ha proseguito Scola. Ai fedeli Corti ha chiesto di «implorare con me dallo Spirito Santo il dono del consiglio. Per lo stesso motivo, di invocare Maria Santissima, Madre del Signore, perché sia veramente per me «Mater boni consilii». Entrando per volontà del Papa nel Collegio cardinalizio, mi pare infatti di essere chiamato, in particolare, a seguire attentamente il cammino della Chiesa, anche a livello universale». Il cardinale Corti si è quindi augurato di essere in grado di camminare nel contempo in mezzo alla gente di Milano e nel silenzio, offrendosi sia alla preghiera sia al ministero dell'ascolto dei fedeli, secondo quanto prescrive la parola del Vangelo, verbo di comunione e parabola di meditazione di vita per tutti coloro che vogliono procedere sulle orme di Cristo. Suggestiva la cerimonia in Duomo in questo periodo d'Avvento, che induce con più grazia all'attesa.