Santa Rita, per i dipendenti scatta il conto alla rovescia

Stanno facendo il conto alla rovescia i dipendenti della Clinica Santa Rita. «Siamo pronti - assicura il capo sala Giuseppe Sigona - non vediamo l’ora di tornare a lavorare».
Scambi di sorrisi e strette di mano, a poco meno di un mese dal blitz della Guardia di finanza in via Jommelli, il neo presidente della Società, l’avvocato Luigi Colombo, ieri ha fatto il primo giro per i reparti della clinica. «La situazione è chiara - assicura - a breve l’Asl ci accorderà di nuovo l’accreditamento».
Questione di giorni, sì, ma quanti? «Stiamo facendo una corsa contro il tempo perché vogliamo dare una mano concreta ai lavoratori», assicura l’assessore al Territorio Davide Boni che ieri mattina è andato a trovare il personale dell’ospedale. Un’indicazione più precisa? «Ventiquattro - quarantotto ore», si lascia scappare Boni, ma il collega Luciano Bresciani frena: «Potrebbe essere anche lunedì, ma questa è solo una mia previsione augurale».
L’unica certezza: l’ultima parola spetta alla dottoressa Maria Cristina Cantù, direttore generale dell’Asl. Toccherà a lei valutare i documenti inviati dal nuovo consiglio di amministrazione e decidere se la Santa Rita può effettivamente tornare ad essere operativa.
«Le prime mosse della nuova gestione mi sembrano positive - chiarisce l’assessore alla sanità -. Da parte nostra abbiamo garantito massima disponibilità, 24 ore su 24». Le priorità: «Ridare fiducia ai medici per evitare una fuga generale, tutelare tutti i lavoratori e restituire ai milanesi una clinica pulita».
Da via Jommelli a Corso Italia 19, «in mattinata ho inviato tutti i documenti che l’Asl ci aveva richiesto», racconta Colombo. Bilancio, organigramma e tutto ciò che fa parte del piano aziendale, «non ci resta che aspettare». Un’attesa densa di impegni: «Ora che sono state fatte tutte le nomine (vicepresidente il dottor Antonio Zoncada e direttore genarele il dottor Maurizio Guizzardi) voglio riunire il consiglio di amministrazione, quindi incontrerò i sindacati». Le loro richieste, in estrema sintesi su uno striscione che campeggia davanti al Pronto Soccorso: «Riaprire subito, sì all’assistenza, sì ai lavoratori». Tutti, nessuno escluso, perché «tutti quanti meritano di essere tutelati», precisa Angelo Mulè di Usi sanità. Colombo sorride, per nulla preoccupato dal confronto con i rappresentati dei dipendenti. «La nostra è un’azienda solida - assicura - il bilancio è sano». Non vuol sentir parlare di «corpo malato, al massimo noi dobbiamo riprenderci da un periodo di convalescenza. Gradualmente».
E mentre si aggira per i reparti, stringendo le mani di medici e infermieri, si lascia scappare il segreto della sua serenità: «Ho sempre gestito la mia vita partendo da un presupposto: le uniche due certezze sono la data di nascita e la morte. Tutto il resto può essere risolto. Sempre».