Santa Rita, per il riesame niente omicidi "Non provata la responsabilità dei medici"

I giudici del tribunale del riesame hanno annullato l’ordinanza di custodia
cautelare in carcere a carico di Pier Paolo Brega Massone per le accuse di omicidio volontario e crudeltà. L'ex primario resta in carcere per lesioni e il capo d'imputazione non viene derubricato

Milano - Pierpaolo Brega Massone, il primario della chirurgia toracica della clinica Santa Rita rimane in carcere anche se i giudici del riesame lo hanno formalmente scarcerato per il reato di omicidio volontario. Nelle motivazioni dei giudici del Tribunale della libertà si spiega infatti che le consulenze agli atti definiscono "in termini astratti un possibile nesso di causalità" tra gli interventi chirurgici ai cinque pazienti e la loro morte, "che però non risulta adeguatamente delineato in concreto". I legali di Brega Massone avevano chiesto al riesame la revoca della custodia cautelare in carcere. Provvedimento che ora è stata annullato limitatamente ai cinque casi di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, mentre viene accolta per tutti gli altri reati contestati che sono parecchi casi di lesioni gravi e gravissime e la truffa al Servizio sanitario nazionale in relazione ai rimborsi gonfiati alla casa di cura milanese. Brega Massone rimane quindi a San Vittore, per pericolo di inquinamento probatorio e reiterazione del reato.

Accuse non derubricate Nonostante la decisione del tribunale del riesame non è caduta né è stata derubricata l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà contestata dalla procura di Milano a Brega Massone. Il tribunale della libertà si è limitato ad annullare l’ordinanza impugnata dai suoi difensori "limitatamente" ai cinque capi di incolpazione relativi alle morti sospette.

Il riesame Il collegio ha osservato che "le consulenze in atti appaiono adeguatamente avere valutato il profilo dell’inutilità/opportunità dell’intervento chirurgico (in ragione delle gravi condizioni patologiche in cui versava il paziente, dell’età avanzata, dell’assenza delal doverosa ponderazione del rapporto costi/benefici); viceversa - è scritto nel provvedimento del riesame - gli esperti, quanto al sopraggiungere dell’evento mortale, si limitano il più delle volte a rappresentarlo come fatto (inteso come accadimento in senso naturalistico, verificatosi a distanza più o meno ravvicinata dall’intervento chirurgico o nel corso dell’ operazione chirurgica stessa)". Comunque, per il riesame, "sussistono gravi indizi di colpevolezza" nei confronti di Brega Massone "non solo in merito al reato di truffa aggravata contestato con riguardo alle richieste di rimborso per tali interventi chirurgici indubbiamente effettuati ma niente affatto necessari, ma anche alle corrispondenti contestazioni di lesioni dolose aggravate". Riguardo a quest’ultimo punto i giudici rilevano che l’imponenza in relazione al numero di «interventi chirurgici inutili - non solo perché non necessari rispetto allo stato patologico del paziente, ma anche perché effettuati in assenza di stati patologici - e di entità delle erogazioni ottenute è ampiamente indicativo di una scelta pianificata, che vede come artefice principale Brega Massone".