Santa Rita: "A rischio 800 posti di lavoro"

Presidio in via Pola: "Da noi tanti seri e per bene". La Regione: "Studieremo con i sindacati i problemi"

La clinica Santa Rita rischia di affondare e i 600 dipendenti, oltre duecento precari, lanciano un Sos al Pirellone chiedendo di essere salvati.
È il messaggio emerso dall’assemblea sindacale di ieri, e che oggi pomeriggio alle 16,30 sarà portato da una delegazione all’assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani. Ad accompagnarli i sindacati e numerosi lavoratori, che organizzeranno un presidio di fronte alla sede di via Pola dove avverrà l’incontro. Per spiegare che loro non ci stanno a essere identificati in blocco con quei «due o tre nazisti», per usare l’espressione con cui Antonio Marchini, segretario provinciale della sanità di Cgil, ha definito i medici al centro dell’inchiesta della magistratura. Al termine della riunione di ieri, che ha visto diverse centinaia di dipendenti stipati nell’auditorium della clinica, è stato diffuso un comunicato in cui si sottolinea che «i lavoratori non possono accettare che si faccia di tutta l’erba un fascio, poiché tutti i giorni in questa clinica Santa Rita operano medici, infermieri, tecnici, amministrativi, fisioterapisti e altro personale con etica, serietà e professionalità». Impegno di lavoratori e sindacati, «garantire a tutti i posti di lavoro per la ripresa, entro breve termine, della funzionalità della struttura, importante punto di riferimento del sistema sanitario per tutti i cittadini».
E se Marchini chiede di «ripristinare la convenzione in breve tempo, altrimenti i dipendenti scenderanno in lotta con uno sciopero», Alberto Villa di Fp Cgil avanza la richiesta «di assumerli tutti nelle strutture pubbliche, in quanto quelli delle cliniche rischiano di essere considerati lavoratori di serie B». Ma sull’assemblea di ieri ha pesato anche, come un nuvolone minaccioso, l’ipotesi del complotto dietro l’inchiesta della magistratura. Si è incaricato di darvi voce Emilio Didoné della Cisl: «Un certo tipo di approccio alla questione potrebbe diventare anche strumentale ad altri fini: ad esempio a una modifica dell’assetto proprietario in condizioni “di conveniente svendita”». Mentre Carlo Sebastiano Tadeo, responsabile di neurologia, ha parlato di «aggressione da parte dei media nei confronti della nostra clinica prendendo spunto da questa vicenda molto brutta. Anche perché un conto è giudicare Pierpaolo Brega Massone dalle intercettazioni telefoniche, un altro invece dalle cartelle cliniche. L’utilizzo delle intercettazioni di questi giorni è stato infatti molto bello dal punto di vista mediatico, ma altrettanto ingiusto se considerato dal punto di vista della giustizia con la ”g” maiuscola».
Dall’assemblea di ieri è trapelata anche la notizia della decisione della proprietà di nominare un amministratore straordinario, il cui nome sarà reso noto in questi giorni, e che avrà il compito di cercare di traghettare la Santa Rita fuori dalla tempesta. E già ieri ai dipendenti della clinica è arrivata una prima risposta da Bresciani, che ha spiegato: «Dobbiamo studiare con i sindacati nella prossima riunione il modo più adeguato possibile per risolvere i problemi occupazionali. Io mi sento di rassicurare i lavoratori perché la loro situazione è un tema che è stato sicuramente valutato al momento della decisione di sospendere il contratto con la Santa Rita». E ha aggiunto l’assessore: «Mi sembra molto strano che per la Fiat si possano mandare in cassa integrazione migliaia di persone e per la Santa Rita non si possa fare niente».