Santa Rita, stipendi garantiti a giugno

L’assessore Bresciani: «Convenzione entro luglio, ma solo se le verifiche risulteranno positive»

Il caso Santa Rita arriva alla Camera. Stamattina il governo riferirà al Parlamento (con un’informativa urgente) sui fatti avvenuti nel luogo diventato famoso come «clinica degli orrori». E mentre fuori dalla sede della Regione di via Pola i dipendenti protestavano per il taglio dei contratti col Pirellone, l’assessore alla sanità, Luciano Bresciani, ha incontrato ieri i rappresentati di Cgil, Cisl e Uil. Una riunione terminata con la decisione di andare avanti lungo «un percorso condiviso». Se tutto filerà liscio, entro luglio il sistema di accreditamenti sarà ripristinato. «La convenzione ripartirà al più presto possibile» ha assicurato Bresciani alla fine dei colloqui. Insomma, i milanesi che lo vorranno potranno andare alla Santa Rita senza dover pagare tutte le prestazioni per intero, come invece accade da quando la Asl e la Regione hanno sospeso a tempo indeterminato i contratti.
La proprietà della Clinica Santa Rita si è impegnata a pagare gli stipendi di giugno ai dipendenti e ha indicato in Antonio Lanzetta l’amministratore unico che prenderà in mano la situazione. La Regione si è riservata di valutare il curriculum per verificare che la persona scelta sia competente, rispetti le regole e garantisca terzietà e indipendenza rispetto alla proprietà. «I controlli saranno condotti in sinergia dall'Asl e dalla magistratura» spiegano dal Pirellone. Se queste garanzie arriveranno, le convenzioni con la clinica saranno riprese entro luglio.
Bresciani rassicura che il Pirellone si impegna ad avere le «massime garanzie» per i cittadini: «I nostri controlli saranno particolarmente avanzati perché non accada più quel che è successo. Queste novecento persone dipendenti della clinica si sono dimostrate innocenti rispetto ai fatti contestati. La magistratura ha già individuato i sospetti autori dei reati ipotizzati e speriamo di poter procedere in tempi rapidi per ripristinare la normalità. Siamo ottimisti».
Le priorità - spiega l’assessore - sono tutelare i posti di lavoro e assicurare «l'erogazione di servizi medici fondamentali in una zona significativa di Milano». I pronto soccorso e le strutture vicini alla Santa Rita non sono infatti più in grado di contenere le ondate di nuovi pazienti. Alla manifestazione di protesta ha partecipato un centinaio di dipendenti della clinica chiedendo la sospensione della convenzione Asl e il riaccreditamento. «Non siamo assassini ma onesti lavoratori» l’orgogliosa dichiarazione lanciata dal picchetto.