Santa scatena l’inferno sul parco di Portofino

Un sì condizionato. Fortemente. Così risponde la Giunta Comunale di Santa Margherita Ligure all'ipotesi di istituzione del Parco Nazionale di Portofino. Ipotesi tanto concreta quanto una proposta di legge: quella firmata dai deputati dell'Ulivo Ermete Realacci e Romolo Benvenuto con l'obiettivo di unificare l'Area Marina Protetta, già in capo allo Stato, e il Parco Naturale Regionale. «L'attuale disegno ricalca una precedente iniziativa parlamentare datata luglio 2004 ma non giunta a termine a causa della fine della legislatura - spiega il Sindaco, Claudio Marsano - Già allora, in sede di Commissione, avevamo vincolato il nostro assenso alla ricezione di talune osservazioni». Modifiche che vertevano su delimitazioni territoriali, personale, organi e finanziamenti. E che il nuovo progetto legislativo, a oggi, non ha accolto nemmeno in parte: «Siamo favorevoli all'istituzione di un ente autorevole che possa accedere a maggiori contributi pubblici e altrettanto positivamente valutiamo l'accorpamento del Parco e dell'Area marina. Ma i confini devono rimanere quelli stabiliti dalla legislazione vigente e non essere ridefiniti dal Ministero dell'Ambiente». Tra gli altri rilievi mossi, la necessità di conservare l'attuale pianta organica formata dai dipendenti e l'iscrizione dei canoni demaniali marittimi alla voce «entrate». Soprattutto, due eccezioni alla Legge quadro sulle aree protette: «Nonostante le difficoltà tecniche che dovrà affrontare il Legislatore, chiediamo che il Presidente sia si nominato con decreto ministeriale, ma tra i Sindaci di uno dei tre Comuni interessati o un loro delegato. E che gli stessi sindaci, o loro delegati, compongano una giunta esecutiva insieme all'incaricato scelto dall'Università di Genova e a quello indicato dalla Regione o dalla Provincia». Una giunta rappresentativa, che garantisca la centralità delle autonomie locali. Snella e dotata di ampie prerogative. Capace di assicurare all'Ente un decisionismo invero proibitivo per un'assemblea troppo affollata. In questo organo il Primo Cittadino sammargheritese vede un elemento di discontinuità con l'attuale modello amministrativo.