Santa, il sindaco svanisce prima dell’alba

Ore 02.53 di mercoledì 12 novembre: il consiglio comunale di Santa Margherita è appena terminato e Gianni Costa, ex vice-sindaco e membro del neonato gruppo del Popolo della Libertà, si intrufola nell'ufficio del segretario comunale. In mano tiene una busta. Il contenuto? Non c'è bisogno di indovinarlo, perché già a inizio serata tutti i firmatari ammiccavano alla domanda se la mozione di sfiducia al sindaco sarebbe stata presentata al termine della seduta. Lui, il sindaco, Claudio Marsano. Il Puc, l'ospedale, il porto, l'area ex-Spertini: tutto, recita la sfiducia, «in fase di stallo» per colpa sua, della sua filosofia amministrativa «personalistica», che «impedisce la collaborazione necessaria», in cui «si evidenzia una diffidenza di fondo nei confronti di coloro che lo sostengono» e che «svilisce i consiglieri a favore di un gruppo di persone di sua fiducia estranee al consiglio stesso (il suo staff personale, ndr)». Lui, Marsano, appare sereno e a caldo dichiara di voler convocare ancora un consiglio sulla variante urbanistica che interessa l'area ospedaliera. «Ma poi basta», dice senza esplicitare se intenda dimettersi o venire sfiduciato entro i prossimi 30 giorni. La sua avventura, comunque, giungerà al capolinea. Almeno temporaneamente. Sempre che i cittadini non premino nel 2009 quella che, nel corso di un consiglio al vetriolo, il sindaco stesso chiama coerenza.
«Marsano - dice di sé - si è presentato a capo di una lista e termina con questa stessa lista. A differenza di altri». Ma gli altri, intanto, sebbene frastagliati e uniti solo dalla voglia di sfiducia, quando vogliono lo mandano sotto, come in occasione di una modifica al regolamento Tarsu con cui sarebbero stati concessi sconti ai proprietari di orti o giardini che avessero praticato il compostaggio dei rifiuti. «Sarebbe una misura discriminante verso tutti gli altri», hanno stabilito le ex minoranze. Viene invece approvato, a beneficio di 16 attività, il nuovo insediamento produttivo in via Dogali. Passa anche, sebbene con i voti contrari di Borgo di Mare e Gruppo Indipendente per Santa, il progetto di edilizia residenziale che interessa sempre via Dogali, per un totale 18 nuovi appartamenti. «Ma lei, sindaco - tuona Alessandro De Giovanni - aveva promesso in conferenza dei capigruppo di ritirare la pratica per valutare la possibilità di ottenere dalla Provincia il via libera a ulteriori aumenti volumetrici».
Il più infuocato è Gianni Costa, che snocciola una a una le promesse tradite di quest'amministrazione e che, come caso esemplare di malgoverno, cita il progetto di un nuovo palazzetto dello sport. «Mi era stato comunicato una previsione di spesa pari a 1 milione e 200mila euro. Dopo due giorni, e a mia insaputa, la giunta ha approvato il progetto per 3 milioni e 300 mila. A mia insaputa e anche a quella dell'assessore ai lavori pubblici, Alberto Balsi, che non può smentirmi, visto che quando ci siamo sentiti telefonicamente a questo proposito l'ho messo in vivavoce per avere dei testimoni». «Queste affermazioni - ribatte Balsi - dimostrano l'affidabilità di Costa. Il dibattito è sceso a un livello deplorevole». Di certo è sceso al limite del surreale, se a notte inoltrata, con la sala svuotata di pubblico e diversi consiglieri brasati dalla stanchezza, qualcuno ha trovato la forza di discutere sul monumento «Al contadino del Mare» posato tre mesi fa in quei di San Lorenzo della Costa. Semplice aiuola o opera d'arte? Roba da non dormirci la notte. Purtroppo.