«Santanchè dia voto ma non è alleanza»

Riccardo De Corato plaude alla scelta di Daniela Santanché, «che dia il suo voto a Guido Podestà non può che farci piacere», ma osserva che «altra cosa è rivendicare un’alleanza con il Pdl». Anche Massimo Corsaro, vicecoordinatore lombardo del Pdl, uomo di fiducia del ministro Ignazio La Russa, condivide la nota del vicesindaco di Milano. Chiosa però che «l’apparentamento si fa in due modi: o aggiungendo il proprio simbolo o presentando nelle liste propri candidati e questo non è avvenuto». Annotazioni che, evidentemente, risentono di rapporti politici un po’ tesi nel passato più recente di An, «a proposito di conti con il passato sarebbe curioso sapere se Corsaro si sia chiarito con il presidente Fini rispetto a quello che lui stesso gli aveva scritto contro» fa sapere Massimo Parise, responsabile lombardo del Movimento per l’Italia di Daniela Santanché. Polemiche a parte, per Santanché «l’intesa raggiunta» per la Provincia di Milano è «la dimostrazione che l’accordo tra Pdl e Mpi ha una dimensione nazionale». Poco importa, dunque, se nella corsa a Palazzo Isimbardi l’Mpi sostenga la campagna elettorale del centrodestra senza avere nessun proprio candidato in lista. «Io non faccio politica per le poltrone, nè per lo stipendio mi batto per un progetto politico» conclude Santanché.