La Santanchè: "Proporrò il divieto del velo fino a 18 anni. Non mi lascio intimidire"

Roma - «Voglio che in Italia venga vietato il velo fino a 18 anni»: Daniela Santanchè, parlamentare di An, va avanti nella sua battaglia, non si cura delle minacce di morte ricevute ieri e lo fa con decisione parlando ai microfoni di RTL.

Basta discriminazioni "Non cado nella trappola di questi personaggi - dice - e continuo la mia battaglia con serenità, non darò soddisfazione a queste persone, ai fondamentalisti che vogliono intimidirci e cambiare i nostri comportamenti. Ho abbandonato da tempo il buonismo e denuncio con forza queste discriminazioni nei
confronti delle donne mussulmane». «Sono una donna di destra e
passo dalla parola ai fatti: oggi stesso - annuncia - presenterò una proposta di legge perchévenga vietato nel nostro paese l'uso di qualsiasi tipo di velo fino a 18 anni».

Simbolo di sottomissione «Tutta questa vicenda mi fa pensare - continua la deputata di An - che sto facendo una battaglia giusta, ritengo che il velo non sia mai un simbolo di libertà, ma un simbolo disottomissione. Voglio avere la certezza che non ci siano donne, almeno nel nostro paese, obbligate a metterlo. Proporrò questa legge per la fede che ho nell'Islam e nei mussulmani, per la fede che ho in chi vuole riformare l' Islam e per la battaglia che sto facendo per le donne». «Le bambine a 10-12 anni ricorda - non sono in grado di decidere di fare una scelta di questo genere, è bene che nel nostro paese, all'interno della scuola pubblica italiana, i bambini siano tutti uguali. A 18 anni, quando si ha la struttura psicologica mentale per poter fare una scelta, decideranno se si vogliono velare o no. Questo è il mio impegno per oggi. Ripeto,non cadrò nella trappola di questi personaggi». «È arrivato il momento in cui non si può più far finta che non stia succedendo niente. Io voglio capire che cosa sta succedendo, non mi invento le discriminazioni e le violenze che vengono compiutetutti i giorni anche nel nostro paese ai danni delle donne mussulmane. Sono sotto gli occhi di tutti, ma tutti tacciono».

Basta buonismo Quanto alle minacce ricevute la deputata afferma: «Bisogna prendere spunto da quanto accaduto a me ieri sera, perché è grave che un parlamentare della Repubblica italiana, impegnato in una battaglia per l'integrazione, venga minacciato». «Non accettabile - conclude - il buonismo della classe politica del nostro paese: è un silenzio assordante».