Santi Licheri: «Vi racconto l’Italia dei litigi»

L’ex magistrato ha ancora una memoria prodigiosa: «Nessun trucco Ma ogni tanto controllo il Codice»

Al massimo sfoglia il Codice: un’occhiata veloce, per controllare il numero di un comma. Per il resto, la memoria è sempre di ferro. Santi Licheri compie 89 anni il 13 aprile ed è il giudice più famoso della televisione. È l’arbitro di Forum, il programma di Retequattro che da ventitré anni porta gli italiani in tribunale. E, da 23 anni, c’è sempre lui: «Prego accomodatevi». Figli, nipoti, mariti e mogli, vicini di casa, tutti lì pronti a sfilare con le loro beghe quotidiane. Prima litigano, poi ascoltano il verdetto. «Così è deciso, l’udienza è tolta». È la frase di rito e, quando risponde al cellulare, l’ha pronunciata da poco: ha appena finito la puntata del pomeriggio ed è ancora in camerino. La voce non tradisce l’età che, sul piccolo schermo, è un vero record: il giudice sardo è il decano delle reti Mediaset.
Come fa a ricordare ancora il Codice a memoria?
«È un dono di natura. La mia vita è sempre la solita: sveglia alle 7, la sera a letto verso le undici. Nessun trucco».
Si diverte sempre?
«Abbastanza. È tutta la vita che mi occupo di cause: come avvocato, subito dopo la guerra. E, dal ’47, come magistrato. Ancora oggi faccio l’avvocato: ho uno studio a Genova».
Come ha cominciato?
«Nel 1985, quando è iniziato Forum, ero in pensione da 5 anni ed ero tornato a fare l’avvocato. Italo Felici aveva ideato il programma ispirandosi a un format americano, People’s court: era tutto pronto, ma gli mancava il giudice. Mio figlio Giovanni, che era scenografo a Buona domenica, me lo ha presentato a una cena. Il giorno dopo ero a fare un provino, al Palatino: ho parlato per trenta secondi di proprietà privata, davanti a un pubblico immaginario».
Hanno scelto subito lei?
«Sì. In seguito mi hanno mostrato le registrazioni degli altri provini e ho capito perché: si notava un po’ troppo che erano in pensione».
Qual è stata la prima causa in televisione?
«Una separazione. I due ex erano riusciti a dividersi casa, auto, arredamento e soprammobili. Erano d’accordo su tutto, tranne che sul cane».
A chi è toccato?
«Alla donna, che abitava in una villa in campagna. Lui era un impiegato del catasto, viveva a Roma in un palazzone di dieci piani: io ho pensato all’interesse del cane».
Quante sentenze ha pronunciato dall’85?
«Qualche migliaio. All’inizio Forum andava in onda durante Buona domenica. Per Il Sole 24 ore era un programma “da non perdere”, lo consigliava anche Famiglia cristiana».
Il caso più divertente?
«Un torello bastardo si era innamorato di una mucca di razza: ha scavalcato il recinto ed è entrato nella stalla del vicino. Un rapporto clandestino, da cui è nato un vitello bastardo. E allora il proprietario della mucca ha chiesto i danni a quello del torello».
Chi ha avuto ragione?
«Il proprietario del torello ha recriminato: “E io al mio toro gli mostro la legge?”. Però aveva torto: spettava a lui evitare che l’animale sconfinasse».
Quali sono le cause più frequenti?
«Tradimenti, eredità contese, cani che abbaiano, gatti che sporcano la casa altrui, coppie che urlano e disturbano i vicini».
Chi sono i più litigiosi?
«Gli italiani litigano per qualunque cosa: è quella che chiamano “la questione di principio”. Cioè una fesseria. E siccome a Forum non pagano neppure, vengono ancora più volentieri».
Si lascia mai influenzare dalla bilancia?
«Non la guardo neppure. Io faccio la mia parte: dico quello che devo dire, poi mi ritiro. E, dopo la sentenza, me ne vado alla svelta».