Santiago de Rafelbuñol

Questo padre cappuccino spagnolo nel 1936 aveva solo ventisette anni. Dopo la laurea presa alla Gregoriana di Roma, era tornato in patria ed era stato subito nominato vicedirettore del seminario di Massamagrell, seminario “serafico” perché vi studiavano i futuri sacerdoti francescani. Quando, nel 1936, le cose si misero al peggio, il seminario venne chiuso e gli studenti mandati al sicuro da parenti o da benefattori. Il giovane padre Santiago tornò a casa sua, a Rafelbuñol, dal genitore (la madre era morta) e dai suoi otto fratelli. Ma i repubblicani non avevano alcuna intenzione di lasciare a piede libero un solo prete, e le loro liste erano capillari e aggiornatissime. Così, i miliziani si presentarono alla porta di casa e chiesero di lui. Naturalmente non c’era, si era nascosto. Allora i valorosi combattenti del sol dell’avvenire arrestarono tutta la famiglia, comprensiva di alcuni ancora bambini. Il padre Santiago, a quel punto, si presentò al locale comitato rivoluzionario e si costituì, chiedendo che i suoi congiunti fossero rimessi in libertà. Ma figurarsi se quelli avevano una qualsiasi idea di onestà, correttezza, rispetto della parola eccetera. No, queste sono sovrastrutture borghesi e reazionarie, così come la pietà umana per i piccoli. Niente, la mala genìa di tutti quelli che, non essendo “per noi” erano “contro di noi”, andava sradicata tutta senza eccezioni. E poi, si sa, i piccoli diventano grandi e magari viene loro voglia di vendicarsi. Fu così che, prima dell’alba, il padre Santiago venne fucilato insieme a suo padre e agli otto fratelli. www.rinocammilleri.it