Santoni dei miracoli tiene lo Spezia in B

Cinquantacinque anni per prendersi la serie B, 95 minuti per tenersela stretta. È nostra, guai a toccare questo tesoro. Lo Spezia urla, festeggia, esulta, canta e balla: salvezza, ancora un anno nella cadetteria. Sembrava una missione impossibile, invece i ragazzi di Soda hanno regalato un osgno ad un'intera città. «Questa squadra non meritava di andare in C, lo abbiamo dimostrato in queste due gare dei play out: è capitato di tutto in questa annata, ma i ragazzi sono stati straordinari: abbiamo raggiunto un traguardo meritatissimo», racconta Antonio Soda mentre corre in mezzo al campo per abbracciare i suoi allievi.
Pareggio, zero a zero in quel Bentegodi con l'abito della festa (25mila spettatori) che assomigliava però allo stadio Picco. Tremila tifosi da La Spezia, non potevo mancare. Scende il sipario, dunque. Buone vacanze e ci rivediamo il prossimo anno. Stessa spiaggia, stesso mare, stessa categoria. Sotto l'ombrellone per pensare e ripensare a questa altalena impazzita che ha fatto girare la testa ad uno Spezia che ha dondolato su e giù senza fermarsi mai.
L'andamento della squadra è stato anche lo specchio del campionato dei singoli. Come quello di Nicola Santoni, il portierone bianconero che ha alternato parate da dieci in pagelle e qualche errore fuori programma. Ed è stato lui a diventare il protagonista assoluto nel primo tempo, chiudendo la porta bianconera. Ma non solo. È stato l'eroe dello Spezia. Praticamente insuperabile. Una bella rivincita, tutta la squadra lo ha abbracciato al 95'. Un intervento super dopo pochi minuti su Da Silva, la parata giusta nel momento giusto. Quasi un segnale per gli aquilotti di Soda. E ancora un Santoni da urlo sempre su Da Silva e Cutolo.
La storia dei singoli per raccontare il racconto di un campionato che forse lo Spezia immaginava diverso. Ma ci sono anche altri protagonisti come Corrado Colombo, otto gol in questa stagione, che ha trovato il Paradiso all'improvviso in riva al Golfo dei Poeti. Soda aveva chiesto di fare reparto da solo nell'area gialloblu e lui ha risposto come meglio non avrebbe potuto. Grande sacrificio al servizio della squadra, affiancato in appoggio da Do Prado e Guzman leggermente più avanzati rispetto a Confalone e Saverino. Poi la sostituzione obbligata per Colombo costretto a salutare la truppa per un problema alla caviglia. Una partita da dentro o fuori quella di ieri per lo Spezia, che avrebbe evitato volentieri questi tempi supplementari. Una missione possibile (resa possibile dal 2-1 dell’andata), se magari non avesse regalato al Picco punti pesantissimi nelle ultime settimane di campionato. Dal pareggio con la Triestina alla sconfitta con il Treviso.
Rimpianti sparsi che lo Spezia si è portato avanti fino al triplice fischio di ieri. Soprattutto nella ripresa quando la forza offensiva del Verona si è moltiplicata con l'ingresso di Ferrante e Greco, quattro punte per fare male ad uno Spezia. Che, però, riusciva a mettere il silenziatore anche ai sospiri di un Verona che ci provava una, dieci, cento volte. Però, c'era sempre lui. Superman Santoni. Puntuale, preciso, tempestivo. Semplicemente il numero uno. In tutti i sensi.
Spezia (5-4-1): Santoni 8; Giuliano 6,5, Scarlato 6,5, Pecorari 6, Fusco 6,5, Nicola 6; Do Prado 6 (83' Addona sv), Confalone 6,5, Saverino 6,5, Guzman 6 (68' Ponzo 6); Colombo 6,5 (62' Varricchio 6). All. Soda 7.