Santori (An): «Veltroni confuso sulle fontanelle»

Giacomo Legame

«Da una delle ultime decisioni deliberate dalla giunta comunale è palese ed evidente il forte accentramento delle decisioni, anche le più insignificanti e di rilevanza esclusivamente microzonale». L’accusa è di Fabrizio Santori, capogruppo di An in Municipio XVI, spiegando la delibera di giunta comunale 334 approvata il 5 luglio 2006 che individua delle località del territorio comunali nelle quali procedere all’installazione di 14 nuove fontanelle pubbliche per un costo complessivo di quasi 30.000 euro.
«Siamo ancora in attesa dell’eliminazione di un numero considerevole dei cosiddetti “nasoni” spesso sorti sul territorio della Capitale per servire zone periferiche prive di acquedotto cittadino e quindi per garantire un minimo di approvvigionamento idrico - prosegue Santori - mentre ora arrivano nuove fontanelle forse tutte necessarie e utili alla cittadinanza ma di certo ce ne sono tante che ancora non sono state disinstallate così come promesso da una missiva del XII Dipartimento pervenuta ai municipi nel maggio del 2005 che chiedeva le fontanelle pubbliche in eccesso da eliminare».
«Roma ha un eccessivo spreco di acqua ma non solo - denuncia ancora Santori - le 2300 fontanelle pubbliche del Comune di Roma implicano un gravoso impegno economico stimabile intorno ai 1500 euro ogni anno per singola installazione dunque l’impegno economico annuo per mantenere le fontanelle presenti in città che erogano acqua a getto continuo e da troppi anni a questa parte, si aggira intorno ai 3.700.000 euro».
«Nel XVI Municipio arriverà a Piazza della Trasfigurazione una nuova fontanella e allora si elimini quella a 150 metri di distanza in via Giulia di Gallese - conclude Santori - auspichiamo che il sindaco Veltroni, invece di occuparsi con la sua giunta di fontanelle in giro per quartieri a lui forse sconosciuti, si preoccupi piuttosto di iniziare un percorso per un reale decentramento nei confronti dei municipi e nel caso specifico di pensare ad un progetto di più ampio respiro per razionalizzare l’uso delle risorse idriche dotando di cisterne di raccolta le fontanelle collocate nei parchi pubblici, nelle aree a verde e nelle piazze al fine di irrigare, mediante delle pompe, le piante e i giardini circostanti, il più delle volte abbandonati al degrado».