Santoro, per Annozero gli elettori sono stupidi

Polemiche infuocate dopo l'ultima puntata della trasmissione. Il giornalista: &quot;Gli italiani che hanno votato Pdl sono fessi?&quot;. L'imbarazzo del suo staff: &quot;In democrazia ogni scelta va rispettata&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=255770">Fuksas inciampa su Plutarco</a></strong>

Milano - È iniziata con un Michele Santoro dai toni quasi ecumenici. Poi ha imboccato la solita via, quella dell’insulto. Ed è finita con una presa di distanze da parte della stessa redazione. È giovedì scorso e la puntata di Annozero parte con una sintesi ineccepibile di Santoro: «Oggi c’è una mezza Italia, un po’ minoritaria, stordita e attonita; e un’altra metà, ben più abbondante, che invece gioisce ed esulta: è tornato Berlusconi». Si è addirittura spinto, il conduttore, a rivolgere mellifluo i suoi «auguri più sinceri al governo che si sta costituendo». E si è concesso un momento accorato, da mozione degli affetti, con le reazioni a caldo, all’arrivo dei numeri della valanga azzurro-verde, registrate in una sede toscana del Pd; con anziane compagne quasi in lacrime e una foto di Berlinguer in lenta dissolvenza.

Ma una volta avviato il dibattito, qualcosa è andato storto. Qualcosa è sfuggito di bocca, più che di mano, al «bravo conduttore»: una parolina. Perché riferendosi ai toni violenti usati [TESTO]contro Silvio Berlusconi [/TESTO][TESTO]in campagna elettorale [/TESTO]dal solo Antonio Di Pietro - «malfattore e corruttore di giudici», letterale! - ha posto all’ex pm, presente in studio, la domanda: «Gli italiani sono stupidi, oppure votando come hanno votato dimostrano di non condividere il suo modo di vedere le cose?». Ma il leader dell’Italia dei Valori, gongolante e visibilmente ingrassato dai suffragi, seppure fedele al suo personalissimo italiano, si è precipitato a precisare che no, «noi rispettiamo il risultato perché sono gli italiani che lo hanno eletto».

Miccia spenta sul nascere? No, il danno ormai era fatto. Quella parolina - «stupidi» - riferita agli elettori del centrodestra e buttata lì con apparente noncuranza, si è fatta non solo concetto, ma convitata di pietra. E dopo aver superato indenne le solite ovvietà bofonchiate dal professor Giovanni Sartori sul Berlusconi controllore indiscusso di tutti i media - e solo per questo vittorioso - nonché le immutate pulsioni per sbarre e manette di Marco Travaglio, alla fine è riemersa in bocca ad altri. Per prima, ma ovviamente con opposte motivazioni, quella del nostro Filippo Facci. Che infatti si è chiesto, e ha chiesto, perché in Italia ci sia chi - un nome su tutti, Eugenio Scalfari - «non vuole accettare il fatto che se a questo Paese piace Berlusconi ciò non significa necessariamente che sia un Paese di stupidi».

Poi, pur se sotto diverse ma analoghe spoglie, del concetto dell’elettore berlusconiano come minus habens si è impadronito l’onnipresente architetto Massimiliano Fuksas, sempre più una via di mezzo tra un busto mussoliniano e un commissario Montalbano un po’ imbolsito. «Non penso che gli italiani siano stupidi», ha premesso bontà sua. «Ma non sono come i tedeschi o i francesi», ha poi aggiunto con evidente disgusto per i connazionali. Motivandolo con banalità da ombrellone. Del tipo: «lo si capisce dal traffico, dalla violenza individuale e verbale, dal gesticolare». Poi, dopo aver dato dei «mentecatti» ai leghisti, ricordandosi della funerea tenuta nera da esistenzialista, l’ha buttata in cultura. «Bruttissima parola, in questo periodo - si è rammaricato - perché se un popolo non si meraviglia che un leader (Berlusconi, ovviamente, ndr) citi in un discorso “Romolo e Remolo”...». Insomma, italiani ignoranti, se non stupidi. Valutazione suonata però fuori luogo, soprattutto se fatta da uno che di lì a poco, parlando dei giovani, dirà che «non sanno bene quello che fare».

Ci spieghi, architetto: quel suo «quello», da dove salta fuori? A fine trasmissione, sui titoli di coda, è stato Vauro a rinfrescare - aggravandolo - il giudizio sugli elettori di centrodestra. «Nel dibattito se siano cretini oppure no - ha scandito il vignettista - io sto dalla parte di chi dice: “sono cretini”». Quantomeno chiaro. Chiarezza che ha provocato però una coda polemica all’interno della stessa redazione di Santoro, vistasi costretta a precisare ieri sera in una nota che «gli elettori non sono cretini: in democrazia ogni scelta è legittima e il voto va sempre rispettato. Questa è la linea di Annozero». Ed è anche un’ovvietà.