Per Santoro derubato scatta l’indagine alla «Csi»

Provateci voi. Andate in quel di Salerno, costiera amalfitana. Parcheggiate il vostro Bmw sulla via provinciale, (e se proprio siete dei proletari e non lo avete, il Bmw, il test può riuscire anche con un’utilitaria). Poi andatevene lasciando il finestrino abbassato e dentro, in bella vista, nell’ordine: uno zainetto, un iPad, una videocamera e una macchina fotografica. Quindi nascondetevi nella vostra villa con vista mare, (e se proprio siete dei nonvillatenenti trovatevi una pianta, chessò, un muretto). Poi cronometrate quanto dura. Mezzora, non di più. Bene. Andate dai carabinieri e fate denuncia di furto. Cosa vi diranno? Risposta esatta: che loro indagheranno, certo, e però alzeranno il sopracciglio con l’aria di riprovazione, ché potevate pure evitarla una simile imprudenza. Poi emetteranno un sospiro da braccia allargate, come a dire che mettetevi l’anima in pace, al massimo ritroveranno lo zainetto, naturalmente vuoto.
Ecco. A lui invece no. A Michele Santoro nessuno ha risposto picche, ma cuori e fiori con il solenne impegno di restituirgli i danari. È stata la moglie del giornalista, sabato scorso, a parcheggiare il Bmw davanti alla villa alle porte di Amalfi lasciando il finestrino posteriore abbassato. Erano più o meno le 19. Il tempo di salire in casa prima di uscire per cena e l’auto era stata ripulita: 3mila euro di refurtiva. La consorte del conduttore ha ammesso di aver dimenticato il finestrino a metà, ma lo stesso è scattata un’indagine degna di «Csi: scena del crimine». I carabinieri si sono precipitati a controllare l’auto, prendendo atto e nota del fatto che non c’erano segni di effrazione (col finestrino abbassato non c’era bisogno di scassinare, ma la procedura è la procedura), e quindi effettuando, come si dice in questi casi, «tutti i rilievi». Fra questi, persino il rilevamento delle impronte digitali. Naturalmente è solo l’inizio. «Le indagini continuano, anche per portare alla luce un eventuale diverso “movente”» avvertiva con tono grave il Corriere del Mezzogiorno, aggiungendo un sospettoso: «Chissà se il vero interesse di chi ha ripulito la Bmw fossero i soli oggetti rubati». Eh, già. Chissà, magari ci fosse stato pure Santoro, dentro alla macchina, si sarebbero portati via pure lui, chiedendo come riscatto la promessa di non comparire mai più in video. O magari, chissà, si sono accontentati di tutta quella tecnologia che pareva di stare da Euronics ma in realtà stavano cercando il progetto della nuova tele Santoro, che sfrattato dalla Rai e rimbalzato da La7 rischia di fare la fine della leggendaria bella di Torriglia, che tutti la vogliono ma nessuno se la piglia.
Michele comunque s’è dato pena. Ai militari che gli hanno garantito indagini da far impallidire l’Fbi, mister 662mila euro non ha mica detto una cosa tipo: «Grazie per l’attenzione, ma avrete cose più importanti cui pensare, non mi aspetto di essere una vostra priorità». Macché. Ha rincarato, invece, e con quel suo fare teatrale l’ha buttata in tragedia, dicendosi «molto amareggiato» perché uno come lui che qui sulla costiera amalfitana ha casa da tanti anni un trattamento del genere davvero non se lo aspettava, e si è sentito «fuori dal paese». Un po’ come si sentiva alla Rai, solo che lì nessuno gli ha rubato niente.