Santoro e l’alibi del diritto di cronaca

Michele Santoro continua imperterrito a usare la Rai come meglio gli pare con l’alibi del «diritto di cronaca». Giovedì scorso ha trasmesso gran parte del comizio di Beppe Grillo senza contraddittorio. Sugli attacchi al Capo dello Stato e al professor Veronesi sono già intervenuti altri. A me preme confutare quel che ha detto sugli inceneritori. Il 12 dicembre 2006 il termovalorizzatore di Brescia è stato classificato al primo posto e definito dalla Wtertc (Waste to energy research and tecnology council), un organismo indipendente formato da scienziati di tutto il pianeta, come «il migliore impianto del mondo». Ma Grillo sa di «polveri sottili e di nanoparticelle nocive alla salute» esclusivamente in base a ciò che gli dicono padre Alex Zanotelli, Percy Allum, Fulvia Bandoli, Giuseppe Gomella, Fulco Pratesi, Patrizia Gentilizi, Franca Rame e tanti altri ecologisti che giudicano i termovalorizzatori un dono del demonio. Anche Walter Ganapini la pensava allo stesso modo, ma gli è bastato diventare, nel febbraio scorso, assessore all’Ambiente di Bassolino per cambiare idea e firmare la delibera regionale che stanzia 21milioni di euro per il completamento dell’inceneritore di Acerra. Lo stesso che contestò quand’era presidente di Greenpeace. Secondo una recente ordinanza del presidente Prodi si potranno bruciare in questo impianto anche le famigerate «ecoballe» prodotte dalla Impregilo dei fratelli Romiti, che, proprio per le «ecoballe» sono stati rinviati a giudizio, assieme a Bassolino. Ma a Grillo, a Santoro e a Travaglio queste cose non interessano. Come non interessa quel che ha scritto Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera del 22 dicembre 2007 a proposito dell’inceneritore di Venezia. Riporto parte di quell’articolo: «quel camino, che smaltisce ciò che resta dei rifiuti di 300mila abitanti, butta nell’aria 60mila milligrammi di polveri sottili ogni ora (...) pari a una cinquantina di auto Euro2». E sapete quante ce ne sono in Campania di auto così o più vecchie? Oltre 2milioni e 200mila. Pari a 44mila inceneritori come questo di Venezia». Pensate che Zanotelli, Gentilini, Gomella, la Bandoli, la Rame, Grillo e compagni hanno avuto il coraggio di contestare Stella? Assolutamente no. Se Michele Santoro vuol fare informazione corretta e completa, dia voce anche a quelli che la pensano diversamente da lui e dai suoi fedeli sostenitori. Altrimenti lasci «mamma Rai» (dicono che percepisca 800mila euro l’anno) e organizzi, a sue spese, un network nazionale con una ventina di emittenti locali, dalla Lombardia alla Sicilia. Quel famoso «telesogno» vagheggiato da lui e Maurizio Costanzo.
Gerardo Mazziotti e-mail


Visto, letto e sottoscritto, caro Mazziotti, ivi compreso l’auspicio che dopo tanto menare il can per l’aia Costanzo Maurizio dia vita a ’sto benedetto Telesogno senza il quale, pare, la democrazia rischia la termovalorizzazione. Insomma, va bene tutto, vanno bene le cappellate dello specializzato padre Alex Zanotelli e i salti della quaglia di Walter Ganapini. Bene anche le nano particelle e le ecoballe. Quest’ultime, benissimo. Però lei seguita a nominare tal Michele Santoro. Non ho capito bene: Michele chi?