Santoro Michele, giornalista

Datemi pure del pazzo, ma da Michele Santoro, a questo punto e in questo scenario, io mi aspetto anche delle cose buone. Non mi dispiace che sia stato lontano dallo schermo per tutti questi anni: era diritto di chi non ce l'ha voluto, diritto di milioni di persone che non ce lo volevano, avrà fatto bene al suo delirio di onnipotenza e a quello di certa aristocrazia che ritiene l'apparizione in tv come un diritto divino. Dice ancora sciocchezze, si atteggia a San Sebastiano, straparla del ritorno in Rai di Biagi e Luttazzi (che non torneranno mai, per ragioni anagrafiche e di mercato) e forse per il suo nuovo programma ha ingaggiato più ornamento che sostanza: ma in questo quadro, con questa maggioranza e con questa opposizione, uno come Santoro ci sta tutto, e finisce che ci divertiremo pure. Non è uno scolaretto alla Floris, non c'è più nessuna piazza da agitare (per ora) e soprattutto ha preso tante di quelle sberle anche dalla sinistra, Santoro, che fare giornalismo è forse ciò che gli rimane solamente da fare. Vuole intervistare Berlusconi: ci mancherebbe. Vuole fare reportage sugli immigrati, su Napoli, sulla mafia, sull'Afghanistan: benissimo, in fondo in Rai non toglie il lavoro a nessuno. Santoro ormai è Santoro: l'opinione su di lui può solo migliorare. E comunque, opinione personale, meglio un minuto di Santoro che cent’anni di Floris.