Santoro portavoce di Hamas Fini: «Spettacolo indecente»

RomaLei siede come sui carboni ardenti, la trasmissione proprio non le va già. Alla prima occasione sbotta, ne critica l’impostazione «a senso unico». Lui l’aggredisce com’è suo costume, s’innervosisce in crescendo, diventa arrogante e comincia a marcare il comune accento salernitano, come a persona di famiglia ottusa, carrierista e fastidiosa. Lei insiste com’è solito fare, lui sbuffa e insinua: «Se dici ste’ cose perché devi acquisire meriti verso qualcuno...». Lei viene colpita come dalla nemesi e contraddice ciò che aveva sostenuto quando Berlusconi abbandonò una sua trasmissione in segno di protesta: s’alza, stacca i microfoni e va via sbraitando.
Forse non si sono poi mai potuto troppo soffrire, Michele Santoro e Lucia Annunziata, vite parallele da sessantottini intrecciatesi fin dagli anni del liceo Tasso di Salerno. Trotzskista tra Potere operaio e Lotta continua lei; maoista di Servire il Popolo lui. Litigano di brutto davanti alle telecamere nella trasmissione dedicata all’attacco di Israele a Gaza, e non è un bello spettacolo. Annozero finisce ancora una volta nella bufera, e scoppia quasi un caso diplomatico: protestano le Comunità israelitiche italiane e persino l’ambasciatore Gideon Meir, denunciando «uno spettacolo vergognoso» e la «demonizzazione dello Stato d’Israele».
Al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, arriva anche una telefonata indignata del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che non esita a rilevare come la puntata sia stata «indecente», anzi per precisione come sia stato ancora una volta «superato il limite della decenza». Ma il conduttore Santoro non è uno che le manda a dire, e reagisce: «In un Paese normale il livello della decenza lo supera un presidente della Camera che, travalicando i suoi compiti, interviene per richiedere una censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l’opinione pubblica».
Risponde a Fini in serata il presidente della Rai, con una lettera che lascia intendere provvedimenti a carico del conduttore già dalla prossima riunione del Cda di viale Mazzini, mercoledì prossimo: «La trasmissione Annozero merita critiche severe. Ma non per mettere sotto accusa un modo di far televisione, bensì per indurre tutti, di fronte a un conflitto così doloroso a non cadere più in errori del genere». Petruccioli ammette che la trasmissione dell’altra sera «al di là delle intenzioni abbia alimentato unilateralità, animosità e contrapposizioni. Esattamente l’opposto di ciò che si chiede...».
Lo scontro agita il clima a Saxa Rubra per l’intera giornata, e quasi tutto il mondo politico condanna il comportamento di Santoro. Sia nei riguardi dell’Annunziata (che preferisce non rilasciare commenti: «Basta vedere la trasmissione, il caso è chiuso»), sia del presidente della Camera. Lo stesso Fini chiama la giornalista per esprimergli «solidarietà e apprezzamento». L’intero stato maggiore del Pdl ritiene superato il limite della sopportazione e chiede provvedimenti contro Santoro. «In nessun paese normale - dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti - un normale conduttore televisivo reagisce in modo così scomposto e arrogante a una normale critica espressa da un’alta carica istituzionale». In difesa di Fini e contro quella che definisce «Telehamas» scende in campo il capogruppo dei senatori, Maurizio Gasparri: «Santoro non offenda il presidente della Camera, gli regalo uno specchio così vedrà una faccia indecente, la sua...».
Anche nel Pd sono in molti a non aver apprezzato i toni di Annozero. «L’informazione, anche quella dura, è cosa diversa dalla spettacolarizzazione», avverte il senatore Zanda. Qualche distinguo fa Rosy Bindi, mentre il dipietrista Donadi difende Santoro, ravvisando negli attacchi del Pdl «parole da Minculpop». Così il comunista Ferrero, che plaude alle immagini mostrate da Annozero, «l’altro lato della faccenda, rispetto ai toni propagandistici filo-israeliani delle altre trasmissioni e dei giornali italiani». Per il socialista Bobo Craxi, però, «a essere indecente è soltanto la guerra».