Santoro trucca i fatti per poter gridare al regime

Il tribuno parla di censura, ma confronta programmi inconciliabili come il Tg di Minzolini, il suo show o <em>Report</em>. Ma non cita <em>Tg3</em>, <em>Linea Notte</em> e <em>Ballarò</em>. <strong><a href="/interni/bugie_antigua_silvio_chiede_danni/22-10-2010/articolo-id=481760-page=0-comments=1">Il premier chiede i danni alla Gabanelli</a></strong>: &quot;Bugie su Antigua&quot;. <strong><a href="/interni/saviano_censurato_sempre_onda/22-10-2010/articolo-id=481753-page=0-comments=1">Saviano &quot;censurato&quot;</a></strong> è sempre in onda. <strong><a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani/" target="_blank">Blog</a> </strong><em>&quot;Tv, opacità e falsi martiri&quot;.</em><strong> </strong>Dì la tua<strong><a href="/interni/saviano_censurato_sempre_onda/22-10-2010/articolo-id=481753-page=0-comments=1"><br />
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Nella casa di Annozero si mescolano e si rimescolano le carte, questo lo sapete già da un pezzo. Ma ieri abbiamo preso un’al­tra lezione di correttezza da Santoro e i suoi. Abbiamo imparato che anche i numeri co­me le carte si possono interpretare a piaci­mento. Perché è davvero fantasticamente scorretto paragonare il minutaggio del Tg1 al minutaggio di Annozero o di Report , che vanno in onda una volta settimana. Vogliamo fare i martiri, vogliamo fare le vittime? D’accordo ma almeno rispettia­mo i numeri, facciamo le somme senza ba­­rare e confrontiamo, per esempio, lo spazio occupato dal Tg1 con lo spazio occupato dal Tg3 e allora magari, caro, anzi carissimo Santoro (visto che nella serata si è parlato anche di compensi) la verità (e la parzialità) torneranno ad emergere. Nella casa dei per­seguitati di Annozero , ieri sera per dramma­tizzare ancor di più è arrivato anche il filo spinato. Come nei campi di concentramen­to. E dentro i campi di concentramento. Lo­ro, i martiri. I soliti martiri di Annozero . Ma sono arri­vate anche le truppe cammellate per dare manforte al conduttore integerrimo e im­parziale. Atleti sempre allenati all’insulto come Luttazzi, Benigni, Travaglio schiera­ti, o meglio recuperati, ad arte, per dare ad­dosso al premier. Ad arte, sì, perché il solito furbacchione di Michele si gioca il prologo di Annozero riproponendo un mix scop­piettante del famoso special Rai per una notte , (realizzata a marzo a Bologna, per contestare la decisione dell’azienda di con­gelare i talk show politici) già passato alla storia come uno dei migliori contenitori di veleno e di fango gettato addosso al Cav. En­comiabile. Come encomiabile la battutac­cia di Travaglio che rincara la dose: «Il Tg1 è una Pravda ad personam » (dove la perso­nam ovviamente è Silvio Berlusconi) e in­troduce noi tapini ad una nuova interessan­te lezione di libertà: «Noi che facciamo i giornalisti - dice Travaglio - ci occupiamo dei politici quando fanno bene e quando sbagliano, indipendentemente dal colore politico mentre Il Giornale e Libero si occu­pano solo di difendere Berlusconi e di attac­care i suoi nemici». Massì, forse Travaglio è talmente libero e indipendente (come dimostrerà poi nel suo pippone sulla censura) che non si ricor­da nemmeno chi era e che cosa ha scritto in passato. Glielo ricorda, fortunatamente, Belpietro a proposito delle tangenti Fiat e del libro scritto dal Pinocchietto di Annoze­ro ma lui, il Pinocchietto, storce il naso lun­go lungo e fa finta una volta di più di non ricordarsi di che cosa si sta parlando. E che dire del cattivo gusto sparato già nell’ante­prima per cercare di stendere subito con un uppercut gli spettatori e per prendere per i fondelli, una volta di più Mauro Masi, il di­rettore generale della Rai (massì proprio l’aziendain cui lavora Santoro e che lui per primo dovrebbe rispettare). Per cercare for­ze fresche si va a Berlino, o meglio Ruotolo va Berlino. Per far entrare in campo, nel campo di Annozero , anche Saviano. Che ben figura nella squadra dei martiri quan­do­lamenta la censura che avrebbe già subi­to il suo programma «narrativo»(non politi­co, per carità, come tiene a precisare lo scrit­tore) che dovrebbe fare in tandem con Fa­zio. Colpa di Masi, tanto per cambiare, che ha congelato tutto ovviamente appena ha visto la scaletta. Vedete quanto è facile spa­rare sulla Rai?