Santoro usa Grillo per attaccare ancora Berlusconi

Il comico non si presenta e ad "Annozero" non resta che replicare il V-Day accusando il Cavaliere e i politici senza contraddittorio

Milano - L’hanno rincorso fino a Passariano, nel cuore del Friuli, terra di caserme e di confine. Una troupe Rai ha cercato fino all’ultimo di fare partecipare Beppe Grillo alla prima puntata della nuova edizione di Annozero, il programma di Michele Santoro. Ma Grillo ha detto no, niente diretta e neppure niente dichiarazioni «fresche» alla trasmissione di Raidue, che pure era tutta organizzata per tirare la volata al comico genovese: in studio Sabina Guzzanti e Marco Travaglio, che erano sul palco di piazza Maggiore a Bologna nel «V-day»; interviste ai ragazzi che hanno raccolto le firme; nessun ospite che contraddicesse apertamente il populismo di Grillo, perché anche il politologo Giovanni Sartori e il senatore della Margherita Antonio Polito hanno mostrato di condividere parte del grillismo.

Così, a Santoro non è rimasto che trasmettere spezzoni di un’intervista a Grillo priva di grandi novità più le immagini di Bologna. Sequenze mai viste integralmente, con i nomi dei parlamentari condannati urlati dalla nuova berlina, la presa in giro di «Valium» Prodi, le accuse a Berlusconi di aver compiuto «un colpo di Stato» con la riforma elettorale, gli insulti ai «giornali vergognosi» cui sarà dedicato il prossimo «V-Day», gli sberleffi al governo oltre a tutto il contorno di «vaffa» e parolacce varie. Santoro, capelli grigi e non più biondi, tessera numero uno ad honorem del nuovo movimento grilliano, era anche lui in piazza con una troupe di Annozero e ha offerto al mr Bean nostrano una platea molto più vasta. In piazza c’era anche Beatrice Borromeo, incaricata di intervistare alcuni giovani attivisti che hanno spiegato perché il «V-Day» ha avuto «molto senso».

La ripresa di Annozero si è trasformata, di fatto, in una lunga replica della manifestazione bolognese priva di un vero contraddittorio. Sabina Guzzanti ha parlato «di un Paese dove nessuno è al posto giusto e tutti sono terrorizzati di tutto». Travaglio si è lanciato nel consueto repertorio contro i parlamentari condannati. Sartori, che in alcuni articoli aveva espresso critiche a Grillo, ha detto: «Non è il mio tipo, ma non ho detto che ha torto perché la gente è stufa di una classe dirigente marcia; soltanto ha fatto la proposta sbagliata. Per trent’anni abbiamo sbattuto contro il muro di una casta che non ha lasciato varchi, finché è arrivato Grillo e ha trovato la crepa come un profeta armato». Polito ha precisato che «l’inefficienza della classe politica è peggio della sua arroganza» e che il limite di Grillo è il «dopo». Già, che fare dopo aver distrutto i partiti (che è il primo obiettivo del comico)? Domanda senza risposta. «Sarà un altro mondo», è il programma del portabandiera dell’antipolitica. «Si deve pur cominciare da qualcosa».

«Ma la vera antipolitica è a Palazzo Chigi», ha replicato il Grillo registrato, che si è lanciato contro tutto e tutti. Prodi, Veltroni («uno che mi sbigottisce, che dice tutto e il contrario di tutto, vuole perfino la Tav ecocompatibile» (Mastella, D’Alema, Amato, oltre a Berlusconi, Previti, Dell’Utri. L’elenco è lungo. Si è aggiunto Cofferati, «un funzionario di partito che fa quello che può»: per Grillo, i primi due comandamenti di un sindaco virtuoso dovrebbero essere l’installazione di pannelli solari sulle case e l’eliminazione di tir e treni veloci perché consumano troppo carburante e inquinano. Di se stesso, il comico ha un’opinione altissima. Si è paragonato nientemeno che a Gutenberg, «il tipografo del Quattrocento che stampava senza sapere che stava rivoluzionando il mondo. Adesso c’è internet, una tecnologia straordinaria».