Una sanzione da 57 milioni per una pattuglia di imprese gas

Le società coinvolte sono il 90% del mercato Avevano raggiunto intese anticoncorrenziali

da Milano

L'Antitrust ha inflitto una multa di 56,9 milioni ad otto società produttrici di «gas tecnici» utilizzati a fini industriali o sanitari. Secondo una nota dell'Autorità della concorrenza, le società «hanno posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza consistente nella ripartizione della clientela». All'intesa, durata 13 anni, dal 1991 al 2004, hanno partecipato le società Air Liquide Italia, Rivoira, Siad, Son, Sapio, Sol, Sico, Linde Gas Italia-Erma.
Sol, l’unica delle otto quotata a Piazza Affari, ieri ha subito contestato la sanzione dell'Antitrust per 6,8 milioni di euro e ha annunciato l'intenzione di impugnare il provvedimento. «Sol contesta le conclusioni del procedimento, e - si legge in una nota - dichiara sin d'ora che impugnerà il provvedimento ritenendo di poter dimostrare la propria estraneità». Per Air Liquide, a cui è stata inflitta la multa più pesante pari a 23,1 milioni di euro, «la decisione dell'Autorità si fonda su un'erronea ricostruzione delle dinamiche e su una lettura distorta della documentazione acquisita agli atti. La Sapio dovrà invece pagare 8,4 milioni, la Siad altrettanti, la Sol 6,8 milioni, la Rivoira 5,6 milioni, la Linde 3,6 milioni (cifra che comprende la sanzione di 200mila euro per Erma, incorporata in Linde nel dicembre 2003), la Son 600mila euro e la Sico 400mila.
Le società sanzionate rappresentano il 90% del mercato, costituito dalla produzione e commercializzazione di numerosi gas impiegati nei settori alimentare, elettronico, metallurgico, meccanico e sanitario (negli ospedali e nelle terapie domiciliari), tra cui l'ossigeno, l'azoto, l'anidride carbonica, l'idrogeno e i gas speciali.
L'intesa, spiega l'Antitrust, è stata attuata attraverso riunioni e contatti nel corso dei quali venivano ristabiliti gli equilibri in termini di clientela di reciproca pertinenza: il valore dei clienti eventualmente sottratti veniva cioè compensato con la cessione di altri clienti di valore equivalente. E lo scambio di informazioni ha riguardato anche le rispettive politiche di prezzo. Nella stessa delibera l'Autorità ha negato l'autorizzazione presentata congiuntamente da Sapio, Rivoira e Siad, per il mantenimento dell'impresa comune produttiva Chemgas. L'Autorità ha infatti ritenuto «che non sussistessero condizioni competitive idonee a garantire che i guadagni venissero trasferiti ai consumatori». Analogo divieto è stato opposto anche alla richiesta presentata da Son, Rivoira e Siad per l'impresa comune Igat.