Sanzioni Usa all’Iran: colpita azienda israeliana

Un’esplosione seguita da un incendio, che ha provocato diversi morti e feriti, è avvenuta ieri in una raffineria iraniana durante una visita del presidente Mahmud Ahmadinejad, che è rimasto illeso. Il fatto, che secondo i mezzi d’informazione iraniani è stato accidentale ed è stato provocato da una perdita di gas liquido, è avvenuto in occasione dell’inaugurazione della terza linea di produzione di benzina nella raffineria di Abadan, nel sud-ovest del Paese. Il prefetto di Abadan, Hamid Ghanati, ha fornito un bilancio di un morto e 25 feriti. Ma secondo le agenzie Fars e Mehr, che hanno citato «testimoni», i morti sarebbero quattro. L’esplosione non ha provocato alcun cambiamento nel programma della visita di Ahmadinejad, che poco dopo, mentre ancora si alzava dalla raffineria una densa colonna di fumo nero, ha tenuto un discorso trasmesso in diretta dalla televisione di Stato, attaccando duramente gli Stati Uniti. La potenza degli Usa «è vicina al collasso» e «la resistenza del popolo iraniano» farà sì che il presidente americano Barack Obama «avrà un destino ancora più umiliante del suo predecessore», ha affermato il presidente. In seguito alle sanzioni degli Usa e della Ue imposte all’Iran per il suo programma nucleare, che vietano l’esportazione di prodotti petroliferi raffinati verso la Repubblica islamica, Teheran ha dato vita nell’ultimo anno ad intensi sforzi per aumentare la produzione di benzina nelle sue raffinerie e diventare autosufficiente. Proprio ieri gli Usa hanno annunciato nuove sanzioni che colpiscono Teheran: nel mirino sette aziende straniere, fra cui una israeliana, che hanno avuto rapporti commerciali nel settore energetico con la Repubblica islamica. Altri incidenti mortali sono avvenuti lo scorso anno in alcuni impianti di raffinazione nel sud-ovest del Paese, la regione più ricca di petrolio, mentre dall’inizio di quest’anno due esplosioni, forse provocate da attentati, sono avvenute lungo il principale gasdotto che dal sud arriva a Teheran. Secondo il presidente della commissione Energia del Parlamento, Hamid Reza Katuzian, l’esplosione avvenuta «non è stata provocata da un sabotaggio ma da problemi tecnici». Anche l’agenzia Fars, citando «operai e dirigenti», ha scritto che l’incidente sarebbe stato conseguenza della fretta con la quale si è voluto inaugurare l’impianto nonostante.