SAPER PERDERE

(...) In tutto questo, segnalo due note stonate. Da un lato, la dichiarazione di Marta Vincenzi che, commentando la supremazia del Pd a Genova città, ha spiegato: «Genova dimostra di guardare avanti, di essere davvero la città più europea e democratica d’Italia». Se era una battuta, era una battuta sbagliata. Perchè io credo che un sindaco, soprattutto se ce l’ha menata per tutta la campagna elettorale con «la sindaco di tutti», anche di chi non l’ha votata, debba occuparsi di governare bene, non di festeggiare i risultati elettorali presunti buoni del suo partito. E - fatto salvo il diritto di Marta Vincenzi di avere tutte le simpatie politiche e di fare tutte le dichiarazioni che vuole, ci mancherebbe altro - credo che quello che dimostra che una città è «europea e democratica» sia la pulizia delle strade, il buongoverno, la sicurezza dei cittadini, la cultura diffusa. Non il voto per il partito che le è simpatico. Dovrebbe essere scontato, ma evidentemente non è così scontato.
Detto della «sindaco di tutti», segnalo anche una dichiarazione di Brunella Ricci, candidata al Senato per il Pd e consigliere comunale di opposizione a Imperia, che ha spiegato: «Prendiamo atto di una scelta degli elettori che oserei dire sconcertante».
Parole che non meritano commenti. Ma, detto in romanesco, caro a Walter, alla Melandri e a Fassina, è il passaggio dal se pò ffà al nun ce vonno stà.