«Sapevo che quel poliziotto stava venendo a prendermi»

(...) ha armato, infatti, altre due mani, per fortuna senza gravi conseguenze.
Il primo episodio risale a venerdì pomeriggio quando un cinquantenne, in cura da sedici anni presso i servizi di Igiene mentale, è entrato in una banca di Campomorone con una lama di venti centimetri. Uscitone senza aver molestato nessuno è stato ricoverato a Villa Scassi per essere sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio.
Il secondo episodio è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, a Masone: un uomo di 51 anni con problemi di alcolismo, e in evidente stato di ebbrezza, ha minacciato con un coltello a serramanico la sua vicina di casa, alcuni suoi ospiti, e poi, al loro arrivo, anche i carabinieri. L’uomo, che già in passato aveva aggredito la dirimpettaia, è stato anche trovato in possesso di un fucile detenuto illegalmente ed è stato quindi subito arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, minacce aggravate e detenzione abusiva di armi.
«Si tratta di episodi di inadeguatezza che, in qualche modo rientrano nella norma - spiega Luigi Ferrannini, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl 3 - d’altronde a Genova sono in cura per disturbi psichici circa 30mila persone e il 25% della popolazione corre il rischio di manifestare almeno una volta nella vita sintomi psichiatrici». E precisa: «Per diverse cause, tra le quali si può annoverare sicuramente l’abuso di droghe eccitanti come la cannabis o la cocaina, le malattie mentali sono nel complesso in crescita soprattutto tra giovani e giovanissimi anche di tredici anni, che manifestano sempre più disturbi psicotici accompagnati da discontrolli degli impulsi». È il caso di Danilo Pace che, pur non facendo uso di stupefacenti, già una volta, qualche tempo fa, aveva aggredito un agente di polizia e che, giovedì scorso, prima di accoltellare Macciantelli, si sentiva braccato, convinto com’era, e come ha pure ripetuto nel suo primo interrogatorio, che «qualcuno doveva venirlo a prendere per compiere il loro schema». Un classico caso di psicosi sul quale però, Ferrannini, responsabile della struttura dove era in cura il ragazzo, non parla molto: «Abbiamo messo a disposizione della magistratura tutti gli atti in nostro possesso - precisa lo psichiatra - saranno poi i giudici a pronunciarsi».
Nel frattempo la città piange il poliziotto morto, come ha accertato l’autospia, per un’emorragia «massiva» provocata dalla coltellata della follia: oggi fino alle 20 resterà aperta al pubblico la camera ardente allestita nella caserma di Bolzaneto mentre domani alle 9 l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco celebrerà i funerali nella cattedrale di San Lorenzo.
L’assassino, invece, resta in isolamento nel carcere di Marassi, dove continua a rifiutare qualsiasi terapia farmacologica. Secondo il verbale stilato subito dopo il delitto dallo psichiatra della struttura, però, la detenzione del giovane potrebbe durare molto poco: è già stato chiesto, infatti, il trasferimento in un ospedale psichiatrico giudiziario, più adatto alle sue condizioni di soggetto pericoloso per sé e per gli altri.