La Sapienza fa festa per gli 80 anni di Fo

Laura Novelli

Che la geniale creatività di Dario Fo trovi le sue radici più feconde nella Commedia dell’Arte è cosa ben nota. Meni noti sono forse proprio il ruolo rivoluzionario che i comici italiani giocarono in seno all’evoluzione del teatro moderno, il loro «misterioso» (nonché affascinantissimo) metodo di lavoro e, appunto, le strade attraverso le quali la loro eredità si è tradotta in teatro vivo «del» e «nel» Novecento.
Non è dunque un caso che, per festeggiare gli 80 anni del prolifico Premio Nobel (cinquanta dei quali condivisi con Franca Rame sui palcoscenici di tutto il mondo), il Centro Teatro Ateneo dell’Università «La Sapienza» abbia organizzato un evento di forte risonanza dove i ricordi, le testimonianze, gli omaggi al teatro di Fo si coniugano con la riflessione storica e l'approfondimento scientifico. «Commedia dell’Arte: giornate di viaggio tra i comici italiani» suona il titolo di questa complessa iniziativa che prevede, tra domani e lunedì, un calendario fitto di appuntamenti, all’interno del quale merita un posto di rilievo il convegno internazionale di studi «animato» da studiosi di chiara fama quali, tra gli altri, Ferruccio Marotti, Ferdinando Taviani, Silvia Carandini, Luciano Mariti, Delia Gambelli. La festa «di compleanno» in onore di Fo si svolgerà domenica pomeriggio nell’Aula Magna dell’Ateneo (dalle 18) e rappresenta senza dubbio il momento clou della manifestazione: oltre alla presenza della celebre coppia di attori/autori è prevista la partecipazione di artisti come Mariangela Melato, Paolo Rossi, Laura Curino, Andrea Cosentino, Ascanio Celestini, Eugenio Barba. Sempre a Fo è dedicata poi la serata in ricordo dello spettacolo «Ci ragiono e ci canto» (’66) fissata per domani al teatro Ateneo (ore 21): viaggio nel passato tra improvvisazioni e ricordi con alcuni dei protagonisti di allora. Ci riporta invece ad un passato ben più remoto la raffinata messinscena dello scenario «Il finto marito» di Flaminio Scala realizzata dalla Compagnia degli Scalzi e fissata anch’essa per domani. A concludere i lavori sarà, infine, la proiezione del film La principessa Turandot, girato dal russo Evgenij Vachtangov nel ’22: testimonianza emblematica di un mito quanto mai moderno e vitale.