Sapienza, i «collettivi» aggrediscono il direttore del «Secolo d’Italia»

da Roma

«All’uscita dal convegno, sulla scalinata di Legge, siamo stati insultati e spintonati da un gruppo di aderenti ai collettivi studenteschi sotto gli occhi di numerosi testimoni. Si è trattato di un’intimidazione violenta che va al di là di ogni diritto di contestazione, intollerabile in una città universitaria. Al dibattito avrebbero dovuto partecipare anche esponenti della sinistra, fra i quali Ritanna Armeni, in un contesto di civile confronto tra idee». Così il quotidiano di An, Il Secolo d’Italia, ha denunciato l’aggressione ai danni del suo direttore, Luciano Lanna, e della giornalista Annalisa Terranova all’Università La Sapienza di Roma per una tavola rotonda sui temi dell’8 marzo e della Festa delle donne.
«Erano una quarantina di studenti, sputavano sulle relatrici e tiravano calci. Hanno iniziato la contestazione prima dell’inizio della tavola rotonda, urlando slogan antifascisti - ha detto Lanna -. La cosa fastidiosa è che l’università sembra un porto franco dove non c’è spazio di partecipazione. Il problema è il clima di aggressione verbale, la voglia di contestare e non lasciare la possibilità di parlare liberamente ed esprimere le proprie idee».
Gianni Alemanno, candidato sindaco di Roma, ha parlato di «ennesima dimostrazione di inciviltà e intolleranza da parte della sinistra estrema che crede ancora di essere negli anni ’70», mentre Andrea Ronchi, portavoce di An, ha sottolineato che «manifestare liberamente le proprie opinioni è garantito dalla nostra Costituzione». Solidarietà a Lanna e alla Terranova è venuta dall’associazione Stampa romana e dalla stessa Fnsi che ha commentato: «È veramente triste che in un luogo deputato al sapere, alla formazione di coscienze e idee si ripetano episodi di violenta intolleranza. L’aggressiva intimidazione è un nuovo inquietante ritorno alla violenza invece di preferire la forza delle idee». Opposta la versione dei giovani: «Lanna avrebbe provocato, salutando con il saluto romano».