Sarà un 2010 da record Ma il mercato dei giochi inizia ad avere il fiatone

Nei primi 10 mesi del 2009 il mercato dei giochi ha incassato 49,6 miliardi, vale a dire il 13% in più dell’anno precedente. A fine anno la proiezione è pari a 60,7 miliardi con un incremento di 6,3 miliardi. Per l’erario un gettito attorno ai 10 miliardi. Ma non è tutto oro ciò che luccica perché ci sono dei segmenti in flessione più o meno decisa. È il caso dell’ippica attesa a 1,7 miliardi, in controtendenza rispetto alla raccolta del 2009 (poco meno di 2 miliardi) e ancor più rispetto a quella del 2008 che era stata di 2,272 miliardi. Al vento quasi 600 milioni in 24 mesi. Ma ciò che più sorprende è la flessione del 4,2% per i giochi numerici a totalizzatore dove il Superenalotto la fa da padrone. Lo scorso anno il jackpot da 147,8 milioni di euro vinto a Bagnone, in provincia di Massa, ha trainato la raccolta molto di più di quanto non abbia fatto il jackpot da 177,7 milioni caduto una ventina di giorni fa con una combinazione online. In chiave positiva gli skill games mantengono la leadership con una proiezione di 31,5 miliardi, oltre il 50% del movimento complessivo, che trasferiranno allo stato oltre 4 miliardi.
Le situazioni contrastanti che compaiono nel mercato dei giochi preoccupano anche Fabio Felici, direttore dell’agenzia specializzata Agicos, che invita gli addetti ai lavori a un’analisi approfondita. «Penso alla forte crisi dell’ippica che rischia seriamente di fare la fine del Totocalcio e per la quale non arrivano segnali che facciano ipotizzare un arresto dell’emorragia degli incassi. Penso al Lotto, il più antico gioco al mondo ancora attivo, che avrebbe certamente bisogno dello sbarco su internet (è l’unico che ancora non si può praticare online) e della diretta tv per risollevarsi, anche se il nuovo “10eLotto” lo sta certamente aiutando. Penso al SuperEnalotto che nonostante i jackpot record non tira più come una volta. Ci sarà poi da valutare l’impatto delle videolotterie sul mercato. Porteranno nuove entrate o cannibalizzeranno le attuali newslot con evidenti rischi per l’Erario viste le aliquote nettamente differenti (circa il 12% per le newslot contro il 3% delle vlt). Insomma se per poker e scommesse il futuro appare roseo anche in vista delle importante novità previste per il 2011 (arriverà il poker cash e partirà il betting exchange), bisogna tenere d’occhio il resto del mercato per evitare di trovarsi poi di fronte a situazioni difficilmente gestibili».
A prima vista va benissimo anche il trend del gioco online che nei primi 10 mesi di quest’anno ha incassato oltre 4 miliardi di euro, il 6,2% in più di tutto il 2009 (3,7 miliardi di euro). Rispetto ai 10 mesi del 2009, quando la raccolta fu di poco superiore ai 3 miliardi, si registra una crescita del 32,5%. Ma è un dato da analizzare con molta attenzione. Ascoltiamo ancora Felici: «Se dal mercato dell’online togliamo il poker che va a gonfie vele e “puliamo” li dato delle scommesse sportive dall’impatto dei mondiali di calcio (Bingo, SuperEnalotto e Win for Life o non esistevano su internet lo scorso anno od erano in fase di lancio, quindi il confronto non è attuabile), siamo praticamente di fronte ad una crescita zero del gioco su internet. Insomma c’è bisogno di una revisione ed un controllo di tutte le componenti del settore, in questo senso l’opera di Aams può essere determinante».
Si ha insomma l’impressione di un mercato che, pur accrescendo il fatturato in senso macro, comincia ad avvertire sintomi di crisi in alcuni segmenti. Non è detto che la diversificazione dei giochi equivalga sempre e comunque a un incremento della raccolta.