«Sarà uno dei quartieri più avanzati d’Europa»

Qualche cambiamento ci sarà, ma «nessuna modifica della volumetria, dei metri quadrati e soprattutto dell’impegno economico». Le proteste dei residenti, il dibattito sui grattacieli da «limare» e l’apertura di un tavolo a Palazzo Marino con quattro mesi di tempo per ridiscutere il plastico ormai pronto, non modificheranno il progetto con cui la cordata di assicurazioni CityLife (Generali, Ras, Progetim, Lamaro e Lar) ridisegnerà l’area dell’ex Fiera lasciata libera dopo il trasferimento nel nuovo polo esterno di Rho-Pero.
«In un sistema di regole ci sono ruoli ben precisi - replica alle critiche dei comitati il presidente e amministratore delegato di CityLife, Ugo Debernardi -. E l’amministrazione pubblica ha il compito di compendiare le esigenze di un’intera città. Noi stiamo costruendo uno dei quartieri più avanzati d’Europa, il sindaco Letizia Moratti ha detto che questo sarà un motivo d’orgoglio per la città e un biglietto da visita per Milano nel mondo. Bene, questo biglietto da visita è ora di cominciare a stamparlo. I cittadini non devono essere rappresentati da pochi che protestano, ma da chi è stato eletto per farlo. E ricordiamo che rispettare le scadenze significa arrivare in tempo per l’Expo del 2015».
Avanti col progetto, dunque, anche se l’arrivo di una fermata della metropolitana porterà a qualche modifica. Sicuramente un diverso disegno della piazza che diventerà la stazione sotto i tre grattacieli, probabilmente una diversa disposizione di alcune volumetrie nelle residenze e magari il loro abbassamento. Di certo più verde in piazza Arduino e viale Boezio. «Il cemento? Alla fine - replica Debernardi - parliamo di 2,5 milioni di metri cubi. Meno della metà di quanto è costruito oggi e all’interno di un parco verde di 131mila metri che diventerà il terzo della città. Con viabilità e parcheggi sotterranei, luoghi per il divertimento e la cultura. Tutto all’insegna dell’internazionalità e del multiculturalismo, ben rappresentati dalle diverse culture di Zaha Hadid, Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Pier Paolo Maggiora, gli architetti chiamati a realizzare questa grande ristrutturazione».
Un progetto grandi firme, dunque, ma anche grandi numeri. A cominciare dagli 1,5 miliardi di euro dell’investimento, proseguendo con i 4.500 residenti e addetti al terziario che vi saranno ospitati dopo otto anni di cantieri aperti. Il tutto all’ombra dei 215 metri della torre di Isozaki.