Sarà Felice Casorati il nuovo fiore all’occhiello

Dopo Morandi, Guttuso, Picasso, Ligabue, Palazzo Salmatoris nel 2006 tornerà a ospitare il prossimo ottobre una mostra monotematica, questa volta dedicata a uno dei pittori più importanti del '900 italiano, il novarese Felice Casorati. Considerato tra gli artisti più completi del secolo scorso, Casorati esprime le principali istanze di quel periodo, attraversando varie fasi poetiche in chiave simbolista, neoclassica, novecentista, metafisica, movimenti interpretati alla luce di quella che si può considerare la cifra stilistica più rilevante del suo linguaggio: una rigorosa, intellettuale attenzione alla struttura compositiva con una costante preoccupazione d'ordine e di armonia dei valori plastici, scenici, cromatici.
«Erano due anni che proponevamo mostre dedicate a più artisti - spiega Giovanni Avagnina, prima con un'esposizione dedicata ai fratelli De Chirico e ultimamente a Chagall, Mirò e Magritte. Nel 2006 abbiamo voluto tornare alla mostra monotematica come in passato, ospitando le opere di Felice Casorati».
Una scelta che dimostra come Cherasco continui a essere in primo piano nel programma artistico italiano, proponendo ogni anno mostre di grande risonanza nazionale in grado di attirare migliaia di visitatori. L'evento artistico dell'anno, però, è solo l’apice in un programma di mostre ed esposizioni che nei vari mesi porteranno opere, quadri e sculture a «invadere» chiese e palazzi nel centro storico cittadino.
«Già a febbraio partiranno le grandi mostre a palazzo Salmatoris - conferma Avagnina - e anche in questo frangente non mancheranno le novità. La principale è rappresentata da una mostra con in esposizione un centinaio di borse vintage del 1920 prima d'ora ospitata solo a Los Angeles. Si tratta di cimeli storici che andranno a dare forma a un evento molto particolare ma di sicuro interesse. Una conferma questa di come, nonostante una situazione resa delicata a causa dei tagli ai bilanci, Cherasco rimanga attivissima anche da un punto di vista artistico e culturale».