Sarà in funzione nel 2007 Costerà 84 milioni

È il cuore strategico del Centro europeo per la ricerca biomedica avanzata. È lo Ieo 2, la versione europea del National institute of health americano. Raddoppio dell’Istituto europeo di oncologia sorto undici anni fa nella periferia milanese, in via Ripamonti. «Lo Ieo 2 avrà una funzione sociale. Non si dedicherà soltanto al malato, ma in generale a tutta la popolazione, con una mission concentrata su “prevenzione e diagnosi precoce”» dice Umberto Veronesi in occasione della posa della prima pietra.
Cinquantottomila metri quadri di superficie - con 15mila di parcheggi sotterranei a due piani - spalmati sue due strutture: un day center (40 posti letto, 4 sale operatorie, tre sale di radioterapia, 5 di medicina nucleare e 15 di diagnostica radiologica) per chirurgia, cure ambulatoriali, screening di massa e analisi genetiche e, a fianco, un albergo che ospiterà le famiglie e i pazienti da fuori regione pari, oggi, al cinquanta per cento di quelli accolti dallo Ieo. «Un’unione tra altissimo livello tecnologico, qualità della cura, umanità, piena valorizzazione delle risorse professionali» commenta il governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Lo Ieo 2 sarà pronto entro la fine del 2007 e grazie a un finanziamento complessivo pari quasi a 84 milioni di euro, di cui 56 soltanto per la parte edilizia. Attenzione, non dunque un semplice ampliamento dell’Istituto europeo di oncologia già esistente, bensì «la naturale risposta alla rivoluzione che la diagnostica per immagini ha portato nella lotta contro il cancro, un capovolgimento totale che ci permette di individuare anche i tumori più piccoli» dice Veronesi.
E non solo. «La biologia molecolare e le nuove tecnologie offrono straordinarie opportunità, ma i costi sono elevatissimi e quindi è impensabile che ogni ospedale faccia da solo. Bisogna dunque creare maxi-centri strategici, attorno ai quali ruotino più strutture che condividano ricerca e strumenti». Ottimizzazione dei risultati e ammortamento delle spese a sostegno dell’idea del Cerba, la futura città della scienza che nello Ieo 2 ha il suo «cuore strategico».