«Sarà impopolare ma è necessario»

Un carteggio con Formigoni per sostenere il blocco di domenica prossima e criticare il governo che ha impugnato la legge sull’aria della Regione. Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e presidente della Commissione Ambiente della Camera, ha convocato per oggi il ministro degli Affari regionali, Linda Lanzillotta, per chiedere spiegazioni dello stop alla Lombardia: «L’iniziativa lombarda è avanzata e lodevole e in quanto tale va supportata».
Ci sono molte proteste per la decisione di bloccare la circolazione. Con simili provvedimenti non si rischia di causare impopolarità alla causa ambientalista?
«Veramente in giro per il mondo chi ha preso misure drastiche per l’ambiente è stato premiato dagli elettori. Penso al sindaco Ken Livingstone, che ha imposto una tassa d’ingresso in città di 12 euro al giorno. Ma anche in Italia le pedonalizzazioni e i blocchi, nonostante le polemiche, vengono premiati».
Non sarebbero preferibili misure strutturali?
«In parte hanno un valore reale, in parte simbolico, ma sono importanti come tappa per arrivare a misure più drastiche, ovvero potenziare il trasporto pubblico e il trasporto su ferro. In questa finanziaria si è mosso qualche passo ma sono stati investiti pochi soldi, non sufficienti a affrontare il problema».
Vuol dire che in sostanza i blocchi sono inutili?
«No, perché se teniamo ferme le macchine l’inquinamento si abbassa. Certo, in un giorno non avremo un effetto travolgente ma, come dice Lao Tse, anziché imprecare contro il buio è meglio accendere una candela. Il blocco è positivo se è una premessa a politiche più lungimiranti».
Come si spiega lo stop del governo alla legge sull’aria della Lombardia?
«È stato un errore, sia politico che tecnico. Siamo davanti a una questione che tocca la salute dei cittadini, bisognava guardare più al merito del problema piuttosto che fare disquisizioni sulle competenze dei singoli enti. Se la legge, che è molto avanzata, aveva qualche punto critico, si poteva invitare la Lombardia al confronto invece di presentare un ricorso. La bussola deve essere l’interesse pubblico».