«Sarò al lavoro ma Calderoli sbaglia»

Piero Calabrò, giudice civile del Tribunale di Monza, non aderirà allo sciopero dei magistrati previsto per il 14 luglio, e devolverà in beneficenza lo stipendio di quella giornata di lavoro. Il giudice ha parlato ieri a margine del convegno su «Giustizia e informazione» tenutosi a Bema (Sondrio), e ha colto l’occasione per rispondere alle affermazioni del ministro Roberto Calderoli, che si è detto deciso a denunciare tutti i magistrati che aderiranno allo sciopero. «Il 14 luglio io andrò in Procura e sporgerò una denuncia come privato cittadino», aveva detto il coordinatore delle segreterie della Lega in un’intervista al Giornale. La risposta di Calabrò è arrivata tempestiva. «Ritengo che lo sciopero programmato per i prossimi giorni - ha spiegato il giudice - non sia uno strumento consono per un potere dello Stato perché arreca danno solo ai cittadini». «Al ministro Roberto Calderoli - ha aggiunto il magistrato di Monza - rispondo che non sciopererò, ma mi autodenuncio e resto in fiduciosa attesa degli esiti della sua folcloristica iniziativa». «Io lavorerò regolarmente - ha aggiunto il giudice Calabrò - ma devolverò il ricavato della mia giornata di lavoro alla fondazione Exodus di don Antonio Mazzi».