«Sarò leader solo se la gente mi voterà»

Roma. «Nel centrodestra non ci sono padroni, ed in questo senso Berlusconi deve cambiare registro rinunciando alle battute provocatorie». Il giorno dopo il muro contro muro con Casini e Fini da una parte e il Cavaliere dall’altra, il segretario dell’Udc Cesa torna a polemizzare con l’ex premier. Che, da parte sua, preferisce non acquire lo scontro. E intervenendo telefonicamente a una riunione di Forza Italia a Fondi fa sapere che sarà «leader del nuovo partito solo se sarà la gente a votarmi». A Saint Vincet, intanto, si confrontano il governatore della Lombardia Formigoni e il vicesegretario centrista Vietti. Con il primo convinto che per le riforme serva la formula della grande coalizione «per un tempo limitato». E deciso a appellarsi ad An e Udc affinché accolgano l’appello di Berlusconi. «Se è quello di San Babila - replica Vietti - allora ci interessa poco».