«Sarà una lunga navigazione Letizia scelga marinai esperti»

Chiara Campo

Il 6 febbraio del 2000, in una delle sue celebri «Stanze», Indro Montanelli invitò Gabriele Albertini a guardarsi le spalle dagli alleati, ma a riporre piena fiducia nel suo vice, uomo «di sicura e assoluta affidabilità». Qualità riconosciute dal sindaco, che in pubblico definì De Corato «il mio maestro». E persino l’editore Gabriele Mazzotta, in un’intervista di un anno fa, confessò: «Sono sempre stato di sinistra, ma se potessi eleggerei come sindaco di Milano Riccardo De Corato. Perché è uno che della città sa tutto. Conosce perfino il filo con cui sono tessute le divise dei vigili di Milano». «Sono frasi che ti ripagano di tante amarezze», ammette De Corato, vicesindaco di An da 9 anni. Ma era il giugno del 1985 quando fu eletto consigliere, e quasi 12 anni li ha passati sui banchi dell’opposizione. «Ho fatto di tutto, posso rifare di tutto».
Anche il vicesindaco?
«Metto la mia esperienza a disposizione della candidata sindaco della Cdl, Letizia Moratti, deciderà lei insieme ai partiti. Ma più di tutto, sceglieranno i milanesi».
Ma vorrà dare un consiglio alla Moratti...
«Le dico di fare attenzione, perché il consenso non è un’arma che si costruisce solo nelle stanze o collaborando alla campagna elettorale, ma partecipando in prima persona. Attenzione ai signori “non voto”, ai tecnici che non hanno bisogno del consenso dei cittadini, i nostri “datori di lavoro”. Solo chi si candida deve dar conto di ciò che ha fatto e chiedere ancora fiducia. Siamo in debito con chi scrive il nostro nome sulla scheda. Alla Moratti, infine, dico di fare attenzione alla squadra di cui si circonderà, perché la navigazione è lunga e ha bisogno di marinai esperti».
Seguendo la metafora, il «viaggio» con Albertini com’è stato?
«In 9 anni abbiamo avuto una navigazione senza tanti scossoni. Non era un politico e ci saremmo aspettati qualche sbandata, ma con la lettera di dimissioni sempre pronta è riuscito ad attraversare le privatizzazioni e tanti interventi importanti. Il nostro rapporto è stato ottimo, sempre estremamente leale, anche quando ci sono stati dissensi. Forse se mi avesse ascoltato di più sul traffico avremmo un consenso ancora più forte... Mi hanno definito il “fuochista” della giunta Albertini, perché ho sempre cercato di mettere insieme i pezzi quando qualcuno cercava di sfilacciare la coalizione. Grazie all’intesa tra me e il sindaco, abbiamo dato l’immagine di una giunta coesa. Non so se la Moratti avrà un futuro altrettanto privilegiato, mi auguro che si circondi di uomini che lavorano più per la coesione della squadra che per il partito di provenienza».
Di cosa va più fiero?
«Aver gestito opere pubbliche per 5 miliardi di euro, quasi una Finanziaria, senza incidenti di percorso e realizzando nei tempi e nei costi previsti. Aver quasi triplicato il verde, ristrutturato circa 34mila case popolari e 25 piazze, quindici delle quali in periferia, risistemato 15 milioni di metri quadrati di rete stradale. E tra le mie “credenziali” c’è la restaurazione della Scala, che mi ha portato via metà della vita tra incubi e denunce penali».
E cosa poteva fare meglio?
«Abbiamo fatto passi avanti, ma non abbastanza, per sburocratizzare la macchina amministrativa. Uno dei compiti più grossi del prossimo sindaco sarà rendere più agile il sistema. L’opposizione invece ci ha impedito di fare poche cose».
Quante notti in bianco?
«Tante, passate in contatto con la centrale operativa dei vigili o dell’Atm: quando nevicava e bisognava capire tempestivamente se era il caso di mandare in giro gli spazzaneve o se si poteva evitare un costo terribile per la città. Poi durante i 4 scioperi selvaggi dei mezzi, uno schiaffo a un milione di persone. Bisognava avvertirli all’alba, mi sentivo la responsabilità addosso. Devo ringraziare mia moglie e mio figlio perché mi hanno sopportato».
Altri ringraziamenti?
«Ai cittadini, perché senza di loro non avrei saputo che bisognava potare gli alberi di piazza Napoli, aggiustare un tombino rumoroso o il marciapiede sconnesso in viale Montenero. solo nel 2005 ho ricevuto 6.911 lettere e 1.123 e-mail, abbiamo stretto una grande collaborazione».