«Sarò pignolo, ma voglio fare il sindaco»

«Perché mi candido? Una reazione necessaria al degrado della città. Una decadenza assoluta». Il Gran pignolo adesso vuol fare il sindaco di Varese.
Mauro della Porta Raffo, con chi si schiera?
«Con me stesso, che domanda. Voglio portare qualcosa di nuovo».
E i partiti?
«Questa è una città in cui i partiti si sono comportati tutti male. Oddio, anche dalle altre parti il problema c’è ed piuttosto generalizzato».
Qualunquista.
«Dobbiamo allontanare dal potere chi si è caratterizzato da un’insopportabile lontananza dalla gente e dalla città. Non sembrano nemmeno cittadini di Varese».
Come si fa?
«Dobbiamo tornare al passato. A quando i migliori si impegnavano per il bene di tutti. Il grande avvocato, il notaio, il commercialista, il primario».
Oggi non è più così?
«Ormai i consiglieri comunali sono anonimi che nessuno conosce. E i migliori pensano solo alla carriera».
Rinuncerà ai partiti e chiederà aiuto a loro.
«Ho già cominciato. Incontri al caffè Zamberletti e alla fine ognuno farà un resoconto di 30 righe. Un libro e quello sarà il nostro programma elettorale».
Perché parla così male di Varese?
«C’è l’erbetta nel corso principale. Per protestare ho portato le caprette davanti al Duomo, ma nessuno mi ha ascoltato».
Altro?
«Varese deve tornare a essere la Città giardino di un tempo. Guardate marciapiedi, strade, viabilità. E poi la cultura».
Parliamo di cultura.
«Una volta qui si facevano mostre ed eventi di portata internazionale. Pittura, scultura, cinema. Oggi nulla».
Le prime cose che farà?
«Piano. Io non decido nulla, io chiamo solo a raccolta i migliori. La mia visione è fare più bella la città, ma con loro decideremo progetto e programma».
Lei è allievo di Piero Chiara, cosa le direbbe?
«Che sono matto. Lui non si candidava mai perché una volta a Luino lo fece e prese pochissimi voti. Anche se era persona famosa».
Capiterà anche a lei?
«Lo so che un conto sono le parole, ma alla fine davanti alla scheda a prevalere sono il cuore e la passione».
Vuol dire che i partiti vinceranno ancora?
«Io ho cominciato da tempo la mia campagna elettorale. Spero di appassionare la gente».
E come si crea la passione?
«Spiegando che quando si vota per un sindaco, non bisogna pensare se il candidato sia leghista, comunista o del Pdl, ma solo se è in grado di render migliore la città».
Come finirà?
«Li convinco e vinco al primo turno».
Altrimenti?
«Un amico dice che a Catania per augurare del male, dici “che tu possa fare il sindaco”. Una gran seccatura».
Lei è a caccia di poltrona?
«Non ne ho proprio nessun bisogno
Dice di conservare memoria persino di cose che devono ancora accadere. Varese ha bisogno di un veggente?
«Io voglio solo poter pensare al suo bene».