«Sarò un rettore apartitico e dialogherò col governo»

Dopo sedici anni di attività universitaria come preside di Medicina Luigi Frati - con 2220 voti, pari al 53 per cento - passa al comando dell’ateneo più grande d’Europa, l’Università La Sapienza. «Per me contano meritocrazia, ricerca e qualità della ricerca e da oggi anche internazionalizzazione: meno parentopoli, nepotismo e clientelismo», dice subito dopo l’elezione, al termine di un brindisi con il rettore uscente Renato Guarini.
Congratulazioni professor Frati, sta festeggiando?
«Non abbiamo tempo per festeggiare. È stata una bella avventura. Per la prima volta è stata un’elezione per la poltrona di rettore diversa dal passato. Sono stato eletto con i due terzi dei voti del personale tecnico-amministrativo, i due terzi degli studenti e solo con il 51 per cento dei voti dei docenti».
Che rettore sarà?
«Ho detto che sarei stato un rettore di quelli che vivono in università, non di quelli che ci capitano ogni tanto. Sarò assolutamente apartitico, forse non si può dire lo stesso per gli altri candidati. La mia sarà una squadra di governo snella, con al massimo cinque pro-rettori scelti per competenza».
Visto che lei sarà il primo rettore non di sinistra dai tempi di Vaccaro (eletto nel 1973, ndr), che rapporto avrà con la politica?
«Cercherò di instaurare con il governo un dialogo positivo, anche su temi conflittuali. Per esempio riguardo ai finanziamenti tagliati dal decreto legge 112. Indirizzerò i fondi su obiettivi che portino ad una logica di condivisione e internalizzazione sia per quanto riguarda la ricerca che la didattica».
E per quanto riguarda la difficile situazione del Policlinico Umberto I?
«L’obiettivo è quello di riallacciare il dialogo con la Regione, che si è arenato su alcuni punti, di cui è al corrente anche il governo. Chiediamo che si facciano bene i conti e puntiamo a un riequilibrio di governance: l’assistenza deve essere pagata dalla Regione, la didattica dall’Università e la ricerca da tutte e due. Basta con la confusione attuale. E bisogna ricordare che l’Università ha già tagliato i primariati, riclassificandoli su base esclusivamente meritocratica. Anche l’edilizia va rilanciata, utilizzando i fondi già stanziati che se ne stanno lì inutilizzati da tanto tempo. Al Sant’Andrea, per esempio, dobbiamo costruire un edificio per la didattica e la ricerca, il progetto è già pronto».
I maligni dicono che lei sarà esclusivamente il rettore di Medicina?
«Sbagliano, sarò il rettore di tutta l’Università. E comunque sarà sicuramente un vantaggio avere un rettore con una grande competenza specifica che coglie in un attimo problemi che altri impiegherebbero anni a capire».