Sarà riaperta l'inchiesta sulla morte di Lady Diana

Da lunedì riprenderanno le indagini sulla morte della principessa e del suo amante Dodi Al Fayed nell'incidente sotto il tunnel dell'Alma a Parigi. A 10 anni di distanza restano da confutare le teorie complottiste, mentre la polizia francese ha chiuso il caso archiviandolo come negligenza dell'autista che "viaggiava ubriaco e imbottito di antidepressivi"

Londra - Da lunedì tornerà al centro delle cronache la morte della principessa Diana e del suo amante Dodi al Fayed, che persero la vita in un incidente stradale a Parigi nel 1997. Da lunedì verrà riapera l'indagine ufficiale dopo tre anni. Tre settimane fa, al termine di una lunga indagine, la polizia aveva stabilito che lo scontro sotto al ponte dell'Alma era stato un incidente, sostenendo quindi la tesi che i due non erano stati vittima di un complotto organizzato per eliminarli. L'indagine francese, durata due anni, è giunta alla stessa conclusione.

L'incidente Diana, che nel 1997 aveva 36 anni, al Fayed e il loro autista Henri Paul morirono quando la Mercedes a bordo della quale viaggiavano si schiantò ad alta velocità contro un pilone di sostegno del tunnel, poco dopo che i tre avevano lasciato l'hotel Ritz, seguiti da paparazzi in moto. Nei dieci anni successivi all'incidente, si è parlato molto di una serie di teorie secondo cui la coppia potrebbe essere stata uccisa perché la relazione amorosa metteva in grave imbarazzo la famiglia reale britannica. L'indagine francese aveva scartato le ipotesi più strampalate, dicendo che l'autista Paul fu il responsabile dell'incidente in quanto ubriaco, sotto l'influenza di anti depressivi, e per aver guidato l'auto ad una velocità eccessiva. Tuttavia questa conclusione non ha impedito agli scettici di continuare a puntare il dito contro gli agenti segreti britannici che secondo alcuni sarebbero stati agli ordini del marito della regina Elisabetta, il duca Filippo, o addirittura del principe Carlo, ex marito di Diana.