Sarà risarcito socio travolto da crollo titolo

La Bipop Carire è stata condannata in primo grado dal Tribunale di Brescia a restituire a un imprenditore bresciano la somma versata nel 2002, un milione e 300mila euro, per acquistare le azioni della banca, poi crollate in Borsa a causa dello scandalo che coinvolse l’istituto di credito bresciano. Ne dà notizia il legale mantovano Roberto Vassalle, che ha rappresentato l’imprenditore nella causa contro la banca. «La sentenza - dice il legale - è del 3 febbraio scorso e ha condannato Bipop Carire alla restituzione della somma investita, diminuita degli importi, 700mila euro, già realizzati dall’investitore con la vendita del titolo. La banca dovrà così restituire al mio cliente circa 1 milione 300mila euro, più gli interessi e le spese processuali». L’acquisto del titolo Bipop da parte dell’imprenditore era avvenuto nel 2002 per circa 2 milioni di euro. Successivamente al crollo in Borsa del titolo, la Bipop era stata acquistata da Capitalia che ha poi scisso la banca in due società: Fineco e la nuova Bipop Carire. Nel 2004 l’imprenditore ha fatto causa. «Il Tribunale - spiega il legale - ha ritenuto che tutta l’operazione d’acquisto da parte del mio cliente sia avvenuta in violazione degli obblighi imposti alla banca dalla legge sull’intermediazione finanziaria».