Sarò il vostro Mascherano «made in Cinque Terre»

L'erede di Omar Milanetto arriva dal Cile, ma vanta origini liguri: sua nonna è nata a Rio Maggiore e un suo lontano parente, Luigi Scarabello, ha giocato con la maglia rossoblù dal 1936 al 1941.
Felipe Seymour era destino che arrivassi sotto la Lanterna?
«Probabilmente sì. Mia nonna si chiama Veglia Scarabello, ha 85 anni. Partì per il Cile quando era ancora una bambina. Adesso vive a Rio Maggiore».
Che cosa ti ha detto quando ha saputo che avresti giocato nel Genoa?
«Era molto felice. Mi ha detto che Genova e Rio Maggiore sono due posti molto belli. Io non li conosco ancora, ma lo farò presto. Ho già ricevuto l'invito dall'associazione dei cittadini di Rio Maggiore presenti nel mondo».
Quali sono le tue caratteristiche?
«Sono un centrocampista centrale abituato a giocare davanti alla difesa, il classico "volante". Recupero palloni e imposto il gioco. Mi ispiro all'argentino Mascherano».
Dovrai giocarti un posto con Veloso
«Lui è molto forte tecnicamente. Io forse io ho un dinamismo maggiore. Finora Malesani ci ha alternato in mezzo al campo, ma non escludo che potremmo giocare insieme. In ritiro abbiamo provato due sistemi di gioco».
Con quali compagni hai legato di più?
«Con quelli che parlano spagnolo: Jorquera, Palacio, Pratto, Zè Eduardo. Pian piano sto imparando l'italiano, ma in gruppo già ora ci capiamo benissimo».
Che cosa ne pensi della partenza di Milanetto?
«Sono rimasto un po' sorpreso. Lui è un grande giocatore, a Lugano sono convinto che farà molto bene».
Quante partite hai giocato con la nazionale cilena?
«Dieci con la nazionale maggiore, molte di più con le altre rappresentative. Ero convocato per la Coppa America, ma a causa di una fascite plantare sono rimasto fuori. Adesso comunque sto meglio».
Quali sono i tuoi hobby?
«Mi piace vivere una vita tranquilla, stare insieme alla mia fidanzata, andare con lei al cinema».
Hai già trovato casa?
«Sì, andrò ad abitare ad Arenzano. A settembre mi raggiungerà Maria, la mia fidanzata. Per ora riusciamo a restare in contatto grazie a Skype».
Nel 2004 in Cile hai partecipato a un reality show calcistico che ti ha spianato la strada.
«Sì è vero. Penso di essere il primo calciatore nato in un reality show...».