Saraceno, l’architetto che dà colore alla terra

«Mi affascina l’idea della città come un agglomerato di elementi fluttuanti, che si uniscono come le nuvole in cielo. Con questo progetto cerco di allargare lo spazio della riflessione dall’architettura verso temi cosmici e universali. La luce, l’energia, il movimento, la mutevolezza sono elementi che ci fanno riflettere sempre di più sulle urgenze planetarie che tormentano il nostro presente e futuro, ma ci obbligano anche a cercare nuove soluzioni attraverso la sinergia tra arte e scienza, tecnologia e ecologia». Così Tomas Saraceno, architetto e artista argentino, illustra la sua ultima opera, «The Iridescent Planet», esposta fino al 2 gennaio all’Arts Learning Institute, in via San Giovanni in Laterano 230. Proprio arte, scienza e tecnologia sono gli «ingredienti» del suo pianeta. In una maxi-scatola nera, l’eco-artista ha racchiuso un piccolo mondo. All’esterno della scatola-stanza - e della galleria - è installato un moderno maxi-collettore che convoglia i raggi solari, trasformandoli nell’energia necessaria per «colorare» il globo con tinte iridescenti, nel tentativo di portare alla luce, o meglio, al colore, l’anima del pianeta stesso, la sua forza vitale, ma anche il ciclo naturale di vita e morte. «Sono costantemente alla ricerca di materiali nuovi - prosegue l’artista - prodotti come risultato di sperimentazioni tecnologiche e scientifiche. Sto sviluppando progetti in cui l’uso di energia solare, eolica o proveniente da altre fonti alternative prende sempre più spazio. Più che parlare in termini di eco-arte, vorrei indicare una direzione in cui muoverci, imparando dal principio di ecologia in quanto sistema di coabitazione tra differenti aree».