Sarah, l'addio di Avetrana Lo zio ai pm: "Strozzata perché lei mi ha respinto"

Oggi i funerali. Michele <strong><a href="/interni/lo_zio_carnefice/08-10-2010/articolo-id=478673-page=0-comments=1">Misseri</a></strong>, reo confesso dell'omicidio della nipote, in isolamento nel carcere di Taranto, è controllato a vista per il timore che tenti il suicidio

Taranto - La bara bianca di Sara entra nella camera ardente alle 19.35. La gente di Avetrana, un migliaio di persone l'accoglie con un applauso, lungo, forte, convinto. La gente urla " Brava, Sara, Brava, Sara", poi nel primo attimo di silenzio, qualcuno grida "Lo vogliamo morto il mostro di Avetrana": arriva un nuovo applauso, ancora più convinto. Oggi è il giorno del funerali: la famiglia ha deciso per il rito cattolico (ci sarà la liturgia della parola e il rito delle esequie) nonostante Sara non sia stata battezzata. Allo stadio comunale, l'omelia sarà di Don Dario De Stefano, il parroco del paese. Parlerà il sindaco, Mario De Marco. E forse, se ne avrà la forza, anche la mamma. Il Consiglio comunale ha proclamato il lutto cittadino: nello stadio di via Kennedy è previsto l'arrivo di alcune migliaia di persone. Tra loro, quasi sicuramente, non ci saranno la moglie e le due figlie di zio Michele Misseri.

"Pena di morte per lo zio animale" Uno striscione esposto davanti alla casa di Sarah Scazzi racconta tutto il dolore, la rabbia e la disperazione. Sono le sensazioni che si alternano in Puglia, mescolandosi senza soluzione di continuità, dopo la notizia del ritrovamento del corpo della quindicenne e la confessione dell'omicidio fatta da suo zio, Michele Misseri. L'uomo è rinchiuso in una cella del carcere di Taranto, in isolamento.
Intanto il sindaco di Avetrana, Mario De Marco, ha fatto sapere che si terranno oggi. L’interrogatorio di garanzia di Michele Misseri, accusato di sequestro di persona, omicidio ed occultamento del cadavere della nipote, contrariamente a quanto appreso da fonti giudiziarie è stato stato spostato nel primo pomeriggio al carcere di Taranto. Nel pomeriggio si procederà anche alla convalida del fermo dell’uomo, detenuto nel carcere di Taranto, dove è controllato a vista dagli agenti di guardia per il gravissimo stato di prostrazione in cui sarebbe caduto. Il legale d’ufficio di Misseri, Daniele Galoppa ha riferito che il suo assistito piange moltissimo e avrebbe manifestato intenzioni suicide.

Strangolata e violentata Mentre i sommozzatori iniziavano il recupero del corpo della ragazza, in un pozzo pieno d’acqua in piena campagna, lo zio di Sarah snocciolava ai magistrati e ai carabinieri la sua confessione: "L’ho uccisa io, l’ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta". Frasi agghiaccianti, pronunciate da una persona che appariva molto diversa da quella quasi impaurita, con le lacrime agli occhi, che qualche giorno prima aveva detto di aver trovato casualmente in campagna il telefonino della nipote. Gli inquirenti però al momento non escludono che l’uomo possa aver ricevuto aiuto da qualcuno. Lo zio-omicida probabilmente ha compiuto il suo folle gesto in pochi minuti. L’uomo stava lavorando in garage, forse ha tentato l’ennesimo approccio sessuale verso la ragazza e, al rifiuto di lei, è scattato il raptus omicida. Sara è stata strangolata con un cordicella, poi l’uomo l’ha spogliata e caricata presumibilmente a bordo di un’auto, portandola nel podere dove si è liberato del corpo bruciando i vestiti.

Convalidato il fermo Michele Misseri resterà in carcere. Lo ha deciso al termine dell’interrogatorio di garanzia, il gip Martino Rosati, che ha convalidato il fermo. L’interrogatorio dell’uomo, durato poco meno di un’ora, è avvenuto in presenza dell’avvocato difensore e del procuratore aggiunto di Taranto, Argentino, e del sostituto che coordina le indagini, Buccoliero.

Lo zio ai pm: "L'ho strozzata perché mi ha respinto" Col giudice per le indagini preliminari Martino Rosati, Misseri ha ammesso di aver strangolato la nipotina dopo che questa aveva respinto una sua avance. Lo ha reso noto il difensore di Misseri, avvocato Daniele Galoppa, il quale ha detto anche che l’ammissione è stata fatta per la prima volta dinanzi al gip e che in precedenza Misseri aveva detto di aver ucciso colpito da un raptus.

Il cellulare ritrovano con la sim Il telefonino di Sarah era privo di batteria ma aveva all’interno la scheda Sim, contrariamente a quanto si era saputo nei giorni scorsi. La presenza della scheda sim ha consentito agli investigatori di controllare sino all’ultimo traffico telefonico in entrata e in uscita del cellulare della 15enne. Non si sa se dall’esame della scheda, oltre che dei tabulati telefonici sia emerso qualche elemento decisivo per arrivare sulle tracce del presunto assassino, che poi ha confessato. Lo zio nascondeva il cellulare nel podere vicino al luogo in cui aveva gettato il corpo della ragazza. In una sola occasione, forse preso dal rimorso, Misseri ha prelevato il telefonino abbandonandolo per circa un’ora vicino ad un supermercato non distante dalla caserma dei carabinieri con l’intento di farlo ritrovare. Ma dopo aver notato l’andirivieni di passanti senza che nessuno si accorgesse del telefonino, l'uomo ha deciso di riprenderlo nascondendolo nuovamente nel suo podere. Poi il 29 settembre il contadino organizzò la messa in scena del ritrovamento vicino alle foglie secche che aveva bruciato in un terreno nel quale aveva lavorato la sera prima per conto terzi.

Il legale della famiglia Scazzi: mai sospetti "La mamma di Sarah obiettivamente non ha mai sospettato nell’ambito familiare del signor Michele e delle nipoti". Lo ha detto l’avvocato Nicodemo Gentile, uno dei due legali della famiglia Scazzi. "Da quello che ci risulta Sarah è morta nel garage - ha aggiunto -. Sicuramente quel luogo sarà oggetto, o lo è gia stato, di attenzione degli investigatori o probabilmente non c’è bisogno perchè la dinamica è già chiara. Noi non conosciamo il contenuto della confessione".

Pm: vilipendio del cadavere Nell’udienza di convalida dinanzi al giudice delle indagini preliminari, la procura ha contestato a Michele Misseri anche il reato di vilipendio di cadavere. La contestazione sarebbe legata allo stupro che l’uomo ha raccontato agli inquirenti di aver compiuto dopo che aveva strangolato la nipote. Gli altri reati contestati sono omicidio volontario, sequestro di persona e occultamento di cadavere. 

Il padre della ragazza "Quello che deve pagare e basta... non ho mai avuto il sospetto di mio cognato Michele e non ho mai parlato con lui in questi giorni, avevo sempre una speranza. Ora sto male e basta". Queste le parole che Giacomo Scazzi, atterrato all’aeroporto di Brindisi per salutare per l’ultima volta la figlia, ha detto ai microfoni di "Studio Aperto-Live". "Quando ho sentito Sarah l’ultima volta? Il 26 - ha detto ancora - e mi disse che stava andando al mare".

Movente da chiarire "Noi siamo convinti - ha proseguito l’avvocato - che gli altri non si siano accorti di quello che accadeva in garage in quel momento. Sarebbe grave se qualcuno avesse visto entrare Sarah in garage e ha taciuto una circostanza così importante. Sarà da chiarire il movente, se possibile. Ce lo dirà l’autopsia che stabilirà se ci sia stata violenza carnale o un tentativo, per noi è morto importante. Siamo curiosi di sapere se dalle indagini possano emergere particolari di qualche attenzione che lo zio magari in passato ha avuto nei confront di Sarah. Le altre ipotesi ci apparivano sganciate dagli avvenimenti reali. Abbiamo sempre detto che non era certo che fosse stata caricata da estranei. Per noi il movente è quello di una pulsione sessuale spasmodica, irrefrenabile, patologica che ha portato purtroppo a questo atteggiamento".

Rimossi due gruppi da Facebook "Michele Misseri è un eroe" e "Fans di Michele Messeri". Questi i nomi dei due gruppi sostenitori su Facebook dell’uomo arrestato per aver ucciso la nipote. I due gruppi sono stati scoperti dall’associazione onlus "Meter" di don Ferdinando di Noto che ha segnalato la vicenda alla polizia postale di Catania che ha tempestivamente fatto rimuovere i due gruppi dal social network.

C'è chi chiede la pena capitale La pietà per il corpo di Sarah trovato nel pozzo e la rabbia verso chi ha abusato di lei dopo averla uccisa: i sentimenti di chi si era mobilitato per cercare la quindicenne di Avetrana trovano spazio anche sulle bacheche di Facebook. Che ospita anche un appello alle donne: "Denunciate, ragazze, denunciate", mentre allo stesso tempo dà spazio anche a pagine pro Misseri, di cui la Polizia Postale ha disposto la rimozione attraverso la società che gestisce il social network.